Asolo segue la ripresa di Nicola: primi passi in corsia e ipotesi rientro dall’ospedale di Barcellona

Il 21enne trevigiano ferito in Spagna mostra segnali incoraggianti: cammina con assistenza, mangia da solo e i medici valutano il trasferimento in Italia.

28 agosto 2026 21:46
Asolo segue la ripresa di Nicola: primi passi in corsia e ipotesi rientro dall’ospedale di Barcellona -
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Ad Asolo, in queste ore, la notizia che conta è una: Nicola Maggiotto sta recuperando autonomia. Il giovane trevigiano di 21 anni, ricoverato a Barcellona dopo la violenta aggressione subita nella notte del 12 agosto, ha compiuto nuovi progressi che riaccendono la speranza della famiglia e di una comunità che segue con attenzione ogni aggiornamento.

Dopo i giorni più delicati, segnati dal coma e dalla forte preoccupazione per il quadro clinico, ora il decorso registra passi avanti concreti. A riferirlo sono i genitori del ragazzo attraverso l’avvocata Monica Cornaviero, che parla di miglioramenti continui nel percorso seguito dall’équipe sanitaria dell’ospedale catalano.

Il recupero passa dalla fisioterapia

I segnali più incoraggianti arrivano dal lavoro quotidiano in reparto. Nicola ha ripreso ad alzarsi e a muoversi per brevi tratti con il supporto del personale sanitario, un risultato che fino a pochi giorni fa sembrava lontano.

Tra i traguardi più significativi c’è quello raggiunto venerdì 28 agosto, quando il 21enne è riuscito a percorrere tutto il corridoio del reparto di Neurochirurgia. Un passaggio importante nel cammino di riabilitazione, considerando la gravità delle condizioni in cui era stato ricoverato dopo il pestaggio.

Accanto ai progressi motori, se ne registra un altro sul piano dell’autonomia personale: Nicola ha ripreso a mangiare da solo. Un dettaglio solo in apparenza semplice, ma che racconta meglio di molte parole il cambio di fase nel suo recupero.

La famiglia guarda al ritorno in Italia

Se questo andamento sarà confermato anche nei prossimi giorni, i medici potrebbero esprimersi all’inizio della prossima settimana sulla possibilità di trasferire Nicola in Italia. Sarebbe un passaggio molto atteso, dopo oltre due settimane trascorse lontano da casa.

Per Asolo e per il territorio trevigiano il rientro avrebbe anche un forte valore simbolico. In queste settimane attorno al ragazzo si è stretta una rete di vicinanza fatta di amici, associazioni e realtà sportive, che hanno promosso iniziative di sostegno alla famiglia mentre Nicola lottava in ospedale.

Restano i vuoti su quella notte in Spagna

Il quadro clinico migliora, ma resta ancora difficile chiarire con precisione che cosa sia accaduto all’esterno del Sea Sea Club di Barcellona. Il giovane conserva infatti ricordi non ancora nitidi, soprattutto sui momenti centrali dell’aggressione.

Secondo la ricostruzione fin qui emersa, Nicola era in vacanza con altri sette ragazzi del Trevigiano. Fuori dal locale sarebbe nato uno scontro con un gruppo più numeroso di giovani del posto. Nella colluttazione alcuni italiani sarebbero stati colpiti con pugni e calci, mentre il 21enne avrebbe riportato le conseguenze più gravi, soprattutto alla testa.

Le verifiche della polizia spagnola

Dopo essere rimasto a terra privo di sensi, Nicola era stato trasportato d’urgenza in ospedale, dove i medici avevano scelto di mantenerlo per giorni in coma farmacologico. Da lì è iniziato un percorso lungo e delicato che oggi, finalmente, mostra segnali di svolta.

Intanto la polizia spagnola sta lavorando sulle immagini registrate dalle telecamere presenti nella zona del locale. Alcuni frame sarebbero stati mostrati anche agli amici del ragazzo, nel tentativo di arrivare al riconoscimento delle persone coinvolte nel pestaggio.

Al momento non risultano ancora identificati i responsabili. Per questo, mentre gli investigatori proseguono gli accertamenti, l’attenzione di chi aspetta Nicola in Veneto resta concentrata soprattutto sulla sua ripresa: ogni piccolo passo, oggi, pesa più di qualsiasi altra notizia.

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