Artigiani veneti, a Padova il confronto con Bitonci: CNA chiede bandi più prevedibili e meno burocrazia

Dalla sede di Padova il dossier consegnato all’assessore regionale: credito, energia, ricambio generazionale, formazione e sostegni stabili per le piccole imprese.

16 maggio 2026 06:33
Artigiani veneti, a Padova il confronto con Bitonci: CNA chiede bandi più prevedibili e meno burocrazia -
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Per molte micro e piccole imprese del Veneto il problema non è soltanto trovare risorse, ma riuscire a capire con anticipo quando e come potranno essere utilizzate. Da questa esigenza concreta è partito il confronto andato in scena venerdì 15 maggio nella sede di CNA Padova e Rovigo, dove l’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci ha incontrato i rappresentanti dell’associazione.

Al centro del faccia a faccia, un documento articolato in sette richieste che guarda ai nodi più avvertiti dal mondo artigiano: accesso al credito, strumenti finanziari più continui, costi energetici, ricambio nelle aziende familiari, sostegno ai giovani, semplificazione amministrativa e percorsi formativi collegati alla figura del Maestro artigiano.

L’incontro, ospitato nella sede di via della Croce Rossa 56 a Padova, ha avuto un taglio operativo. CNA Padova e Rovigo ha portato sul tavolo le priorità di micro, piccole e medie imprese del territorio, chiedendo alla Regione strumenti più semplici da leggere e meno legati a finestre temporali ristrette, che spesso complicano la pianificazione degli investimenti.

Il nodo più sentito: poter pianificare investimenti e contributi

Uno dei messaggi principali emersi dal confronto riguarda la necessità di dare continuità e visibilità alle misure regionali. Secondo l’associazione, negli ultimi anni molte aziende si sono trovate a inseguire bandi con scadenze ravvicinate, senza un quadro chiaro delle opportunità in arrivo.

La richiesta avanzata alla Regione è quella di definire una programmazione più leggibile per credito, contributi e investimenti, con calendari indicativi delle misure principali e una scansione più prevedibile degli interventi. Per il tessuto produttivo veneto, soprattutto quello fatto di imprese di dimensioni ridotte, la possibilità di programmare è considerata un fattore decisivo quasi quanto il finanziamento stesso.

Fondi di rotazione e sostegni sempre accessibili

Tra i punti consegnati a Bitonci c’è anche il tema dei fondi di rotazione. CNA chiede di superare un sistema basato solo su aperture a termine, ritenendo più utile il ritorno a strumenti disponibili in modo continuativo, capaci di rispondere ai tempi reali delle aziende.

Nel dossier trovano spazio anche due ambiti ritenuti strategici per il futuro del Veneto produttivo: l’imprenditoria giovanile e quella femminile. L’associazione segnala la necessità di costruire canali di sostegno che non siano episodici, ma strutturati, in modo da accompagnare davvero chi avvia o consolida un’attività.

Energia, impianti e ruolo delle imprese del territorio

Un altro capitolo riguarda il peso delle bollette e gli interventi sugli impianti. CNA sollecita misure regionali che aiutino famiglie, condomini e piccole imprese a intervenire con maggiore facilità su installazione, efficientamento e manutenzione, evitando percorsi troppo complessi.

Nel ragionamento dell’associazione c’è anche la valorizzazione delle imprese installatrici e manutentrici presenti sul territorio, considerate una componente tecnica fondamentale nella transizione energetica. Accanto agli incentivi, vengono indicati come utili campagne informative e percorsi di qualificazione professionale per chiarire obblighi, vantaggi e opportunità legati a una corretta gestione degli impianti.

Ricambio generazionale, giovani e formazione artigiana

Nel confronto con l’assessore è entrato anche un tema che tocca da vicino molte aziende venete: il passaggio generazionale. CNA ricorda che circa un terzo delle imprese del territorio è guidato da imprenditori over 60 e guarda con favore alla proposta di un fondo “Staffetta”, pensato per facilitare il ricambio nelle realtà artigiane.

Accanto a questo, l’associazione richiama l’attenzione sulla necessità di rendere più attrattive le piccole imprese per i giovani e di sostenere l’autoimprenditorialità artigiana. In questo quadro rientra anche la valorizzazione del percorso di Maestro artigiano, visto come strumento per trasmettere competenze e accompagnare l’ingresso di nuovi addetti.

Nel documento compare infine la richiesta di aprire un tavolo dedicato alla burocrazia, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete di semplificazione amministrativa. Per molte attività, infatti, il peso delle procedure continua a rappresentare un ostacolo quotidiano tanto quanto i costi o l’accesso ai finanziamenti.

Le parole di Montagnin e la risposta della Regione

Il presidente di CNA Padova e Rovigo, Luca Montagnin, ha spiegato che il punto di vista portato all’incontro è quello delle micro, piccole e medie imprese, dell’artigianato e del lavoro autonomo attivi tra Padova e Rovigo. Nel suo intervento ha insistito soprattutto su un aspetto: alle imprese non manca la volontà di investire, ma troppo spesso manca la possibilità di farlo dentro un quadro prevedibile.

Montagnin ha indicato come priorità una scansione più chiara degli strumenti regionali, il rafforzamento di fondi di rotazione accessibili in modo stabile, misure semplici sul fronte dell’efficientamento energetico e un confronto diretto con le associazioni territoriali per verificare bisogni e risultati.

Bitonci, da parte sua, ha definito centrale il dialogo con le categorie economiche, utile sia per leggere la situazione reale del territorio sia per raccogliere indicazioni sul lavoro da impostare. L’assessore ha richiamato le iniziative in corso sulle energie rinnovabili, con procedure semplificate nelle aree a zero consumo di suolo, e ha citato anche il lavoro in vista del 2029 sulle concessioni idroelettriche, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a prezzi calmierati per famiglie e imprese.

Sul versante degli strumenti finanziari, Bitonci ha ricordato i 44 milioni di euro previsti dalla legge regionale per l’attrazione degli investimenti, il nuovo bando dedicato all’imprenditoria femminile, quello da 3 milioni per le startup innovative e il lavoro sul Fondo Liquidità destinato alle imprese in difficoltà. Un pacchetto che, nelle intenzioni della Regione, dovrebbe rafforzare una strategia di sviluppo di lungo periodo per il sistema economico veneto.

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