Arredo e illuminazione, le imprese venete verso il passaporto digitale dei prodotti

Le nuove regole Ue spingono anche il comparto regionale a tracciare materiali, impatti ambientali, durata e possibilità di riciclo di mobili e lampade.

17 giugno 2026 22:16
Arredo e illuminazione, le imprese venete verso il passaporto digitale dei prodotti -
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Per un settore come quello dell’arredo, che in Veneto ha un peso importante tra manifattura, filiere del legno e design, la prossima svolta non riguarda soltanto estetica e prestazioni. A cambiare sarà anche il modo in cui un mobile o una lampada verranno raccontati e documentati, con una scheda digitale molto più ampia delle attuali informazioni commerciali.

Lo scenario emerge da un’analisi normativa realizzata da Ollum, società italiana specializzata in sostenibilità e misurazione degli impatti ambientali. Il punto centrale è l’arrivo del Digital Product Passport, previsto dal regolamento europeo Ecodesign for Sustainable Products, l’ESPR, che punta a rendere i beni più trasparenti e più coerenti con gli obiettivi dell’economia circolare.

Nel concreto, per tavoli, sedute, complementi e sistemi di illuminazione non basteranno più descrizioni su finiture, dimensioni o resa tecnica. Diventeranno rilevanti anche dati strutturati e verificabili su provenienza delle materie prime, contenuto riciclato, durata nel tempo, possibilità di riparazione e gestione del fine vita.

Una novità che tocca da vicino il distretto del mobile

La Commissione Europea, nel primo piano di lavoro pubblicato sugli atti applicativi, ha inserito i mobili tra le categorie considerate prioritarie. È un passaggio che interessa direttamente territori produttivi come quelli veneti, dove l’arredo rappresenta una componente consolidata del sistema industriale e dell’export.

Per le aziende non si profila un semplice adempimento burocratico. La raccolta delle informazioni ambientali e tecniche entra infatti nel cuore del prodotto, condizionando progettazione, scelta dei fornitori, organizzazione dei dati e modalità di presentazione al mercato.

Quali informazioni diventeranno centrali

Il passaporto digitale dovrà rendere accessibili elementi che finora, in molti casi, restavano parziali o distribuiti tra documenti diversi. Tra questi rientrano l’origine dei materiali, gli impatti legati alla produzione, la presenza di materia riciclata, la disponibilità dei ricambi, la riparabilità e le opzioni di recupero o riciclo una volta concluso l’utilizzo.

Secondo Davide Treghini, co-founder di Ollum, si sta aprendo una nuova area di competizione tra le imprese: quella legata alla qualità e all’affidabilità delle informazioni associate al bene venduto. Chi riuscirà a costruire un sistema solido di raccolta e verifica dei dati potrà giocarsi un vantaggio non solo rispetto agli obblighi normativi, ma anche sul piano commerciale.

Non c’è solo l’ESPR: il quadro europeo si allarga

La spinta alla tracciabilità non arriva da una sola disposizione. Per il comparto arredo-illuminazione pesa anche il nuovo Construction Products Regulation, che rafforza digitalizzazione e disponibilità delle informazioni sui prodotti destinati agli edifici.

Mobili e lampade, con le nuove regole Ue arriva il passaporto digitale
Mobili e lampade, con le nuove regole Ue arriva il passaporto digitale

A questo contesto si aggiungono l’evoluzione della direttiva EPBD sulla prestazione energetica degli edifici e la crescente attenzione ai criteri ambientali nelle gare pubbliche. Per produttori e fornitori significa dover dimostrare non soltanto conformità tecnica, ma anche caratteristiche ambientali misurate lungo l’intero ciclo di vita.

Dati affidabili lungo la filiera

La parte più impegnativa, secondo lo studio, non sarà creare un semplice supporto digitale come un QR code. Il nodo vero è costruire una catena informativa credibile, aggiornata e verificabile, capace di raccogliere i dati da fornitori, trasformatori e produttori senza interruzioni.

Per molte imprese questo comporta il rafforzamento di attività che fino a poco tempo fa erano considerate accessorie: analisi del ciclo di vita, misurazione delle emissioni, valutazioni di circolarità, progettazione orientata a durata e manutenzione, oltre a una comunicazione ambientale supportata da elementi controllabili.

Tra gli strumenti indicati figurano le analisi LCA, utili a misurare gli impatti ambientali durante tutto il percorso del prodotto, e le dichiarazioni ambientali di prodotto EPD, che consentono di presentare questi dati tramite documenti verificati da soggetti indipendenti. In parallelo, le metodologie di EcoDesign aiutano a sviluppare articoli più durevoli, riparabili e riciclabili, in linea con le richieste che si stanno consolidando a livello europeo.

Il ruolo di Ollum

Ollum Srl fa parte del Gruppo TÜV AUSTRIA e opera nella consulenza ambientale per le imprese. Tra i servizi offerti rientrano LCA, EPD, carbon footprint, EcoDesign, piani di decarbonizzazione, bilanci di sostenibilità e rating ESG.

La società segue in particolare aziende dell’arredo, dell’illuminazione, dell’edilizia e del manifatturiero, supportandole nella misurazione degli impatti ambientali, nello sviluppo di prodotti più sostenibili e nell’adeguamento alle principali norme europee. Per un tessuto produttivo come quello veneto, il tema del passaporto digitale si prepara così a diventare una questione industriale concreta, prima ancora che formale.

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