Altavilla, i 60 anni di Zamperla riportano al centro il peso dei parchi: filiera da 8 miliardi in Italia
Nell’headquarter vicentino il confronto sul futuro del comparto: 21 milioni di ingressi l’anno, investimenti privati e il debutto della nuova attrazione Hypnosiz.
Non è stata soltanto una ricorrenza aziendale. Ad Altavilla Vicentina, il sessantesimo anniversario di Zamperla è diventato l’occasione per misurare quanto l’industria dei parchi conti oggi anche per il Veneto e per la manifattura legata al tempo libero.
Nel corso dell’incontro ospitato il 12 settembre 2026 nella sede vicentina del gruppo, AssoParchi ha tracciato un quadro nazionale che parla di un sistema capace di attivare 8 miliardi di euro di indotto e di richiamare ogni anno 21 milioni di visitatori.
Alla giornata hanno partecipato operatori, rappresentanti delle istituzioni, imprese e mondo universitario. Al centro, una tavola rotonda dedicata alle prospettive della filiera italiana del divertimento, chiusa poi dalla presentazione mondiale di Hypnosiz, nuova attrazione sviluppata da Zamperla.
Una filiera che va oltre il biglietto
Il dato della sola biglietteria, secondo AssoParchi, arriva a 306 milioni di euro, ma il peso economico del settore si allarga ben oltre l’ingresso ai parchi. Alberghi, pubblici esercizi, negozi, mobilità e servizi collegati beneficiano di flussi che si riflettono su molti territori turistici.
Dal punto di vista occupazionale, l’associazione stima tra 25 e 30 mila addetti diretti, considerando personale stabile e stagionale. Nell’indotto, invece, il numero dei lavoratori coinvolti supera quota 60 mila.
Un altro elemento richiamato durante il confronto riguarda gli investimenti: ogni anno il comparto destina circa 100 milioni di euro all’innovazione, in gran parte con capitali propri. Un segnale che, nel ragionamento proposto da AssoParchi, conferma il profilo industriale del settore.
Il ruolo vicentino di Zamperla
Nel dibattito emerso ad Altavilla Vicentina, Zamperla è stata indicata come uno degli esempi più evidenti di come il mondo dei parchi si intrecci con progettazione, tecnologia, ingegneria e produzione.
L’azienda, nata nel 1966, conta oggi circa 450 collaboratori a livello globale, dei quali 300 in Italia. Ogni anno realizza più di 100 attrazioni e ha superato le 7.000 installazioni nel mondo.
C’è poi il tema della rete di fornitura, particolarmente rilevante per un territorio manifatturiero come quello veneto. Nel 2025 il gruppo ha lavorato con 1.242 fornitori, generando acquisti per 67 milioni di euro; l’85% di questa spesa è rimasto in Italia.
Stagione 2026 e questioni aperte
Nel bilancio provvisorio dell’annata 2026, il presidente di AssoParchi Luciano Pareschi ha indicato una crescita per i parchi acquatici, mentre gli altri segmenti risultano sostanzialmente allineati al 2025. A sostenere le presenze, ha spiegato, ha contribuito anche una politica tariffaria prudente nonostante l’aumento dei costi, soprattutto energetici.
Tra i nodi discussi ad Altavilla c’è anche quello delle regole sulla vendita dei biglietti. Secondo l’associazione, ai parchi italiani vengono applicati vincoli pensati per contrastare il secondary ticketing nello spettacolo dal vivo, con effetti che limitano l’accesso alle grandi piattaforme internazionali usate da turisti e operatori.
Per il comparto questo si traduce in uno svantaggio rispetto ai concorrenti esteri, proprio in una fase in cui i canali digitali pesano sempre di più nelle scelte dei visitatori e nell’intermediazione turistica.
Resta inoltre aperta la questione del riconoscimento istituzionale. Il direttore di AssoParchi-Federturismo Maurizio Crisanti ha richiamato la scarsa visibilità dei parchi nelle statistiche e nelle politiche pubbliche nazionali, pur in presenza di un contributo rilevante all’occupazione e all’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.
Da qui la proposta di un tavolo permanente dedicato all’industria del divertimento, con il coinvolgimento dei ministeri competenti. Intanto, per Altavilla Vicentina, l’anniversario di Zamperla ha riportato sotto i riflettori una realtà industriale che continua a legare il nome del territorio a un settore con presenza globale.