Alta velocità a est di Vicenza, Rucco sollecita Salvini: confronto da riaprire su Settecà
L’ex sindaco e oggi vicepresidente del Consiglio regionale chiede un incontro al ministro: sì alla linea, ma non al tracciato urbano con scavalco in superficie.
Il dibattito sul passaggio della Tav nel settore orientale di Vicenza torna al centro della scena politica. Francesco Rucco, oggi vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, ha inviato al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini una richiesta di incontro per rimettere sul tavolo il progetto della tratta Vicenza Est-Padova, con attenzione particolare al nodo di Settecà.
Nel documento, datato 10 ottobre 2026, Rucco chiede un approfondimento urgente sugli sviluppi progettuali più recenti legati all’intervento AV/AC. Il punto su cui insiste riguarda l’ipotesi di un’infrastruttura in superficie accanto alla linea ferroviaria esistente, con il previsto scavalco ferroviario nell’area del cosiddetto Salto del Montone.
Una questione che pesa sui quartieri dell’est cittadino
La contestazione si concentra soprattutto sugli effetti che questa scelta potrebbe avere nella parte est della città. Secondo Rucco, il problema non tocca soltanto Settecà, ma un sistema urbano più ampio che comprende anche Stanga, San Pio X, Bertesinella e Bertesina, zone già segnate dalla vicinanza con la ferrovia.
Nella lettera viene evidenziato il timore che nuovi binari e opere accessorie in superficie possano accentuare la frattura tra le diverse aree urbane. Tra gli aspetti richiamati ci sono il possibile aggravio per la viabilità, l’impatto sul paesaggio e le conseguenze sulla vivibilità quotidiana, sia nel periodo dei lavori sia una volta conclusa l’opera.
Il sì all’opera non coincide con il sì al tracciato
Rucco distingue con nettezza il giudizio sull’infrastruttura da quello sulla soluzione tecnica oggi presa in considerazione. Nella sua posizione non c’è una bocciatura dell’alta velocità in Veneto, definita un intervento strategico, ma una critica precisa alla scelta dello scavalco urbano.
Per l’ex sindaco, il confronto con il Ministero va riaperto proprio perché l’impatto di una decisione del genere non si esaurirebbe nei tempi del cantiere. La valutazione, sostiene, dovrebbe misurare anche gli effetti strutturali sull’assetto della città e sulla qualità della vita dei residenti nel lungo periodo.
Il richiamo al voto unanime del 2022
Tra gli argomenti portati all’attenzione del ministro c’è anche un precedente politico-istituzionale che Rucco considera ancora attuale. Il riferimento è all’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Vicenza nel dicembre 2022, quando l’assemblea cittadina si espresse contro il Salto del Montone in ambito urbano.
Quell’atto impegnava l’amministrazione a cercare soluzioni diverse, indicando fra le ipotesi da perseguire anche la cosiddetta galleria lunga. Per Rucco, quella presa di posizione trasversale non può essere archiviata come superata, perché rappresenta un orientamento condiviso della città su un passaggio ritenuto delicato.
La richiesta di valutare di nuovo la galleria lunga
Nel testo inviato a Salvini viene quindi chiesto di riesaminare le alternative al tracciato in superficie, con particolare attenzione proprio alla galleria lunga. L’obiettivo dichiarato è evitare che la scelta finale venga definita soltanto sulla base di tempi di realizzazione e costi, senza una verifica piena delle ricadute territoriali.
Rucco richiama anche la necessità di approfondire gli effetti delle diverse opzioni sul patrimonio sottoposto a tutela, citando il ruolo delle valutazioni del Ministero della Cultura. La richiesta conclusiva è di fissare al più presto un incontro attraverso le segreterie, per affrontare in modo diretto il futuro del tratto Vicenza Est dell’alta velocità e verificare se esistano margini per una soluzione diversa da quella oggi ipotizzata.