Imprese venete ed Europa, da Bruxelles una road map su credito, innovazione e regole più semplici
La missione di Unioncamere Veneto ha messo a confronto il sistema economico regionale con Parlamento Ue, Commissione ed ecosistemi dell’innovazione.
Portare a casa contatti utili, strumenti europei e un confronto diretto sulle richieste delle aziende venete. È questo il risultato cercato da Unioncamere Veneto nella missione istituzionale svolta tra Bruxelles e Anversa, tre giornate costruite attorno a un nodo preciso: rendere più accessibili alle imprese del territorio le opportunità offerte dall’Unione europea.
Il viaggio ha coinvolto una delegazione ampia del mondo economico regionale, guidata dal presidente Antonio Santocono. Con Unioncamere erano presenti rappresentanti delle Camere di Commercio di Padova, Treviso-Belluno, Venezia-Rovigo, Vicenza e Verona, oltre a InfoCamere, Venicepromex, t2i e alle organizzazioni Confcommercio, Confindustria, CIA Veneto e CONFAPI Veneto.
Al centro del programma non c’era soltanto il dialogo istituzionale, ma la volontà di tradurre dossier europei e canali di finanziamento in occasioni concrete per chi fa impresa in Veneto, in particolare sul fronte della crescita, dell’innovazione e dell’apertura ai mercati esteri.
Il confronto politico con gli eurodeputati
Uno dei passaggi più rilevanti si è svolto al Parlamento europeo, dove la delegazione ha incontrato gli onorevoli Giorgio Gori, Cristina Guarda, Alessandra Moretti e Alessandro Zan. Sul tavolo sono finite le priorità che il sistema produttivo veneto considera più urgenti: transizione ambientale e digitale, alleggerimento degli adempimenti, rafforzamento del Mercato Unico, sostegno all’innovazione e strumenti finanziari più vicini alle necessità delle PMI.
Nel confronto è emersa anche la richiesta di accompagnare le aziende in una fase di cambiamento segnata da sostenibilità, intelligenza artificiale e instabilità internazionale. Tra i temi richiamati c’è anche l’uso dell’AI nei processi produttivi, già affrontato in iniziative dedicate al rapporto tra nuove tecnologie ed economia del mare.
Quali strumenti europei possono interessare le PMI
Una tappa chiave è stata quella con EISMEA, l’agenzia esecutiva della Commissione europea che segue innovazione e piccole e medie imprese. L’incontro è servito a fare il punto sulle misure già disponibili e su quelle che possono avere un impatto diretto sul tessuto imprenditoriale veneto.
Nel corso del faccia a faccia è stata presentata una panoramica che comprende il sostegno ai cluster, Erasmus per imprenditori, Enterprise Europe Network, investimenti interregionali e Consiglio europeo per l’innovazione. L’obiettivo, per Unioncamere Veneto, è aiutare le imprese a orientarsi meglio in un quadro spesso percepito come complesso.
La missione ha toccato anche la Direzione generale Commercio della Commissione europea, con un approfondimento dedicato alla sicurezza economica e agli equilibri commerciali. Tra i dossier richiamati figura inoltre il progetto CADA, che punta ad ampliare in modo significativo l’infrastruttura europea dei Data Center nel quadro dell’autonomia strategica dell’Unione.
Ricerca applicata e innovazione industriale
Accanto agli incontri politici e tecnici, il programma ha riservato spazio all’osservazione diretta di alcuni poli europei dell’innovazione. La delegazione ha visitato i laboratori IMEC alla Vrije Universiteit Brussel, con attenzione particolare a microelettronica, robotica e intelligenza artificiale.
Si tratta di ambiti considerati decisivi anche per l’evoluzione del manifatturiero veneto, chiamato a misurarsi con processi produttivi sempre più avanzati. Il tema del collegamento tra ricerca e impresa è poi tornato nella fase conclusiva della missione ad Anversa, dove Unioncamere Veneto ha incontrato l’ecosistema di The Beacon insieme alla Camera di Commercio Voka Anversa-Waasland.
La chiusura ad Anversa tra logistica ed energia
L’ultima parte della visita si è svolta al Porto di Anversa-Bruges, osservatorio significativo per chi guarda a logistica, transizione energetica ed economia circolare. Per il sistema veneto, il passaggio ha rappresentato anche un’occasione per analizzare modelli organizzativi e collaborazioni potenzialmente replicabili a livello regionale.
Secondo Unioncamere Veneto, questa missione si inserisce in un percorso avviato da tre anni per consolidare il rapporto tra il sistema economico regionale e le istituzioni europee. La prospettiva è chiara: trasformare relazioni, programmi e strumenti comunitari in opportunità operative per le imprese del Veneto.