Allarme sul Tagliamento al confine con il Veneto: ricerche in acqua, ma i tre ragazzi erano già a riva

Mobilitazione anche dal Veneziano per una segnalazione arrivata da Bevazzana: decisiva la testimonianza raccolta poco dopo dai carabinieri.

21 luglio 2026 23:49
Allarme sul Tagliamento al confine con il Veneto: ricerche in acqua, ma i tre ragazzi erano già a riva -
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Per un tratto di fiume al confine con il Veneto, nel tardo pomeriggio di martedì 21 luglio, è stato attivato un imponente dispositivo di emergenza dopo la segnalazione di un possibile disperso nel Tagliamento. Alla fine, però, il quadro si è ridimensionato: i tre giovani visti tuffarsi erano già usciti dall’acqua senza conseguenze.

L’episodio è avvenuto nella zona di Bevazzana, in un punto delicato perché vicino al confine tra Friuli Venezia Giulia e Veneto. Proprio per questo alle verifiche hanno contribuito anche mezzi e personale arrivati dall’area veneziana, con un intervento coordinato su più fronti.

Il nodo della segnalazione partita dal ponte

Secondo la ricostruzione, tutto è cominciato intorno alle 18.30, quando tre ragazzi si sono lanciati nel fiume da un ponte. Un passante, non riuscendo più a vedere uno di loro dopo il salto, ha temuto che la corrente potesse averlo messo in difficoltà e ha chiamato il 112.

Da lì è scattata una macchina dei soccorsi particolarmente articolata, anche per le caratteristiche del Tagliamento in quel tratto: ampiezza dell’alveo, visuale non sempre continua e aree di riva difficili da controllare rapidamente da un solo punto di osservazione.

Coinvolti anche uomini e mezzi dal Veneziano

Le prime squadre dei Vigili del fuoco sono arrivate dai distaccamenti di Latisana e Lignano Sabbiadoro. Sul fiume sono state impiegate tre imbarcazioni, mentre sei soccorritori acquatici di superficie hanno battuto l’area seguendo sia il corso dell’acqua sia i punti di possibile approdo sulle sponde.

Nel dispositivo ha avuto un ruolo anche il comando di Venezia. Da Portogruaro è partita una squadra di supporto, mentre dal reparto volo veneziano è stato inviato l’elicottero Drago 149, utilizzato per allargare il controllo dall’alto lungo il Tagliamento.

A bordo del velivolo erano presenti anche due sommozzatori, pronti a essere calati in caso di necessità. La ricognizione aerea ha permesso di esaminare pure le zone più coperte dalla vegetazione e i tratti vicini alla foce.

La svolta arrivata da un testimone

Mentre proseguivano le ricerche in acqua e da terra, i carabinieri hanno lavorato per chiarire quanti ragazzi si fossero effettivamente tuffati e se mancasse davvero qualcuno all’appello. Il punto decisivo è arrivato grazie a un giovane che si trovava in un cantiere non lontano dal fiume.

Il testimone ha riferito di aver visto con chiarezza tutti e tre riemergere e raggiungere la riva subito dopo il salto. Una versione che ha cambiato completamente il senso dell’emergenza, escludendo la presenza di un disperso.

Ricerche fermate, nessun ferito

Una volta raccolta questa conferma, il dispositivo è stato progressivamente ridotto fino alla chiusura dell’intervento. Il ragazzo inizialmente ritenuto scomparso non era stato trascinato dall’acqua: era semplicemente uscito dal campo visivo di chi aveva assistito alla scena dal ponte.

La vicenda si è quindi conclusa senza persone ferite, ma con una mobilitazione significativa di uomini e mezzi tra Friuli e Veneto. Un falso allarme nato da una preoccupazione concreta, in un tratto di fiume dove basta perdere il contatto visivo per far scattare immediatamente il massimo livello di attenzione.

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