Alla Mostra di Venezia la scuola passa anche dallo schermo: cinque istituti premiati per i progetti di cinema in classe

Al Lido riconoscimenti a cinque esperienze scolastiche italiane: il cinema entra sempre più nei percorsi didattici, dalla primaria alle medie.

14 settembre 2026 14:55
Alla Mostra di Venezia la scuola passa anche dallo schermo: cinque istituti premiati per i progetti di cinema in classe -
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Al Lido, accanto alle anteprime e agli incontri dell’industria audiovisiva, ha trovato spazio anche un tema che riguarda da vicino il mondo dell’istruzione: l’uso del cinema come strumento stabile di apprendimento. Alla Mostra di Venezia, il 14 settembre 2026, sono stati premiati cinque percorsi scolastici italiani che hanno portato il linguaggio audiovisivo dentro le attività curricolari.

L’occasione è stata l’incontro “Media Education: il potere trasformativo del cinema breve”, promosso da Spaggiari con ClasseViva EXTRA insieme a WeShort. Dal confronto emerso a Venezia, il punto più rilevante è che in diversi istituti il lavoro su immagini, narrazione e produzione video non è più soltanto un laboratorio aggiuntivo, ma parte del cammino formativo quotidiano.

Il riconoscimento assegnato al Lido

Nel corso dell’appuntamento sono stati consegnati i ClasseViva EXTRA Awards 2026, scelti tra più di quaranta film candidati. I premi hanno raggiunto scuole di regioni diverse, a conferma di una diffusione ampia di queste esperienze.

I cinque progetti selezionati sono “Non passare su di me” dell’Istituto Ettore Majorana di Bari, “Custodi della memoria” dell’Istituto Comprensivo 3 di Modena, “Tema” dell’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII - Bosco di Ostuni, “Non sono solo parole” del Liceo Scientifico Lussana di Bergamo e “Il posto più bello” dell’Istituto Comprensivo Sant’Agostino di Civitanova Marche.

Un investimento che coinvolge milioni di studenti

Durante l’incontro veneziano è stato richiamato anche il quadro nazionale che sostiene queste attività. Bruno Zambardino, della Direzione generale Cinema e audiovisivo del Ministero della Cultura e referente del Piano CIPS, ha ricordato che da sette anni Ministero della Cultura e Ministero dell’Istruzione e del Merito destinano circa 20 milioni di euro all’anno all’educazione all’immagine.

I numeri citati nel corso dell’evento indicano una portata ormai consistente: i progetti attivati hanno coinvolto quasi due milioni di studenti in Italia. Un dato che mostra come il rapporto tra scuola e audiovisivo non sia più episodico, ma stia assumendo una dimensione strutturale.

Dal laboratorio alla materia: cosa cambia nelle scuole

Uno degli aspetti messi in evidenza al Lido riguarda proprio il salto di qualità compiuto da alcuni istituti. Non si parla solo di attività pomeridiane o iniziative parallele, ma di percorsi inseriti nel curriculum, dalla primaria fino alla secondaria di primo grado, accanto alle discipline tradizionali.

Il valore educativo, secondo quanto emerso, non si limita alla visione dei contenuti. Gli studenti vengono coinvolti nella scrittura, nelle riprese, nell’interpretazione e nel montaggio, con ricadute su collaborazione, capacità espressiva e competenze trasversali. In questa prospettiva, l’alfabetizzazione passa anche dalla comprensione e dalla produzione delle immagini.

Perché il cortometraggio viene scelto sempre più spesso

Nel confronto tra scuole, istituzioni e operatori del settore è stato sottolineato il peso del formato breve, ritenuto particolarmente adatto ai linguaggi frequentati dalle nuove generazioni. Dopo la proiezione a Venezia, i lavori premiati e gli altri titoli selezionati sono stati resi disponibili sulla piattaforma collegata al progetto.

Accanto alla dimensione creativa, il dibattito ha toccato anche il tema del pensiero critico e dell’uso consapevole delle tecnologie. In un contesto segnato dalla crescente presenza dell’intelligenza artificiale, la media education viene indicata come uno strumento utile per aiutare gli studenti a leggere, valutare e interpretare i contenuti con cui si confrontano ogni giorno.

La sfida ora è mettere in rete le esperienze

Un altro nodo affrontato durante l’iniziativa veneziana riguarda la dispersione delle buone pratiche. Spesso i progetti più riusciti restano confinati all’interno dei singoli istituti, legati alla sensibilità di docenti o dirigenti che hanno scelto di investire su questi percorsi.

Secondo quanto spiegato da Nicola de Cesare, CEO di Spaggiari, l’obiettivo è far dialogare queste esperienze e renderle più accessibili, anche attraverso il collegamento con strumenti e professionisti dell’audiovisivo. Il passaggio visto alla Mostra di Venezia va proprio in questa direzione: trasformare iniziative nate localmente in un modello più condiviso e replicabile nel sistema scolastico.

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