Alla Mostra di Venezia arriva “Holy Wood Dust”: il Lido accoglie il nuovo film di Victor Kossakovsky

Nella sezione Open - Fuori Concorso dell’edizione 2026 entra il documentario dedicato agli alberi, con il contributo scientifico di Stefano Mancuso.

A cura di Web Team Web Team
23 luglio 2026 14:53
Alla Mostra di Venezia arriva “Holy Wood Dust”: il Lido accoglie il nuovo film di Victor Kossakovsky -
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Tra i titoli annunciati per la prossima Mostra del Cinema di Venezia c’è anche “Holy Wood Dust”, nuovo lavoro di Victor Kossakovsky scelto per la sezione Open - Fuori Concorso dell’edizione 2026. Per il Lido arriva così un documentario che porta al centro della scena un tema poco frequentato dal grande schermo: la vita degli alberi e il modo in cui la osserviamo.

Il film prende le mosse da un interrogativo preciso, che orienta l’intero racconto: cosa succede subito dopo l’abbattimento di un albero? Da questa domanda si sviluppa un percorso visivo e sonoro che prova a spostare lo sguardo dello spettatore verso il mondo vegetale, mettendo in discussione abitudini e percezioni consolidate.

Un titolo fuori concorso che punta su immagini e ascolto

La presenza nella selezione ufficiale veneziana conferma l’attenzione del festival per opere che sperimentano linguaggi diversi dal racconto tradizionale. In questo caso Kossakovsky costruisce un film che affida molto della sua forza a paesaggi, suoni ambientali e musica, scegliendo una forma narrativa più sensoriale che esplicativa.

Secondo le informazioni diffuse dalla produzione, il documentario affronta la complessità degli alberi insistendo sulle loro capacità di relazione, apprendimento e comunicazione. L’idea è quella di restituire una prospettiva meno antropocentrica, facendo emergere ciò che normalmente rimane fuori campo.

Il taglio dell’opera viene descritto come lirico, segnato da forti contrasti sul piano visivo e simbolico. Anche il suono ha un peso decisivo nella costruzione del film, accompagnando la tensione del racconto e contribuendo a dare forma a un’esperienza immersiva.

Il contributo di Stefano Mancuso

Accanto al regista c’è Stefano Mancuso, tra i nomi più riconosciuti negli studi sulla vita delle piante e sulla neurobiologia vegetale. La sua partecipazione rafforza l’impianto del progetto, che si colloca in un territorio di confine tra osservazione scientifica e ricerca cinematografica.

Nelle parole di Kossakovsky, il film nasce dal desiderio di mostrare la ricchezza e la complessità del mondo arboreo, fino a sostenere un principio netto: alberi e piante hanno un diritto all’esistenza pari a quello degli esseri umani. Un’impostazione che dà alla pellicola anche una chiara dimensione etica.

Coproduzione internazionale con presenza italiana

“Holy Wood Dust” è prodotto da Be Water Film e Solaria Film con Rai Cinema, in coproduzione con Oceanika, Allegra Films e Doppelplusultra Filmproduktion. Si tratta quindi di un progetto internazionale che unisce più realtà produttive attorno a un documentario dal profilo autoriale molto marcato.

Venezia 83, “Holy Wood Dust” di Victor Kossakovsky in Open Fuori Concorso
Venezia 83, “Holy Wood Dust” di Victor Kossakovsky in Open Fuori Concorso

Tra i produttori figurano Mattia Guerra per Be Water Film, Emanuele Nespeca per Solaria Film, Alba Sotorra, Marta Figueras, Belén Sánchez e Laura Álvarez per Oceanika, Mayca Sanz L-Higueras per Allegra Films e Frank Müller per Doppelplusultra Filmproduktion.

Il film è realizzato con il contributo di MIC-DGCA e ICAA, con il supporto di ICEC e del MOIN Film Fund Hamburg Schleswig-Holstein, con il sostegno di Regione Lazio - Lazio Cinema International, con la partecipazione di ZDF/3SAT, RTVE e 3Cat, e in collaborazione con Trentino Film Commission. Le vendite internazionali sono curate da Rai Cinema International Distribution.

Per Venezia si aggiunge così un altro titolo dal respiro globale nel cartellone della Mostra, ma con una presenza italiana significativa nella filiera produttiva. Al Lido approderà un’opera che usa il cinema per interrogare il rapporto tra esseri umani e natura, scegliendo gli alberi come centro del discorso.

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