Adria, ai Giardini Zen il tributo di Syria alle voci femminili della canzone italiana
La tappa polesana di Tra Ville e Giardini 2026 ha portato in città “Bellissime”, tra omaggi, ricordi di carriera e un dialogo continuo con il pubblico.
Una serata costruita sulla memoria condivisa della musica italiana ha riempito i Giardini Zen di Adria, dove Syria ha proposto il suo spettacolo “Bellissime” nell’ambito di Tra Ville e Giardini 2026. Con lei, in scena, la chitarra di Massimo Germini per un concerto essenziale nella forma ma ricco di richiami a interpreti e brani rimasti nel tempo.
L’appuntamento adriese ha scelto di raccontare il repertorio femminile italiano seguendo affinità artistiche, incontri e suggestioni personali più che una semplice successione storica. Ne è uscito un percorso molto legato all’esperienza della cantante, che ha intrecciato canzoni celebri e passaggi del proprio cammino artistico.
Prima dell’esibizione, il programma in città aveva previsto anche una visita guidata al Teatro comunale di Adria, organizzata con la collaborazione della Pro Loco, inserendo così il concerto in una cornice più ampia di valorizzazione dei luoghi culturali cittadini.
Un repertorio che attraversa generazioni
La scaletta ha toccato subito un punto centrale della carriera di Syria con “Non ci sto”, il brano che nel 1996 le valse il successo al Festival di Sanremo nella sezione Giovani. Da lì il racconto si è allargato con “Sei bellissima” di Loredana Bertè, già legata a una precedente esperienza sanremese dell’artista, per poi muoversi tra epoche e sensibilità diverse.
Nel concerto hanno trovato spazio Milva con “La filanda”, Mina con “Il poeta” firmata da Bruno Lauzi, Loretta Goggi con “Maledetta primavera” e Nilla Pizzi con “Quizás, quizás, quizás”. Accanto a questi titoli, Syria ha inserito anche riferimenti a Fiorella Mannoia, Elisa, Marina Rei e Antonella Ruggiero, componendo una mappa ampia e personale della canzone italiana.
Tra i momenti più partecipati c’è stato quello dedicato a Gabriella Ferri, artista a cui Syria ha riservato negli anni anche un lavoro teatrale. Durante “La pansè” la cantante ha lasciato il palco per avvicinarsi agli spettatori, mentre due mazzi di fiori hanno accompagnato visivamente lo spettacolo: di brano in brano veniva scelto uno stelo da lanciare verso il pubblico.
Gli omaggi più sentiti nella tappa di Adria
Il passaggio emotivamente più forte della serata è arrivato con “Almeno tu nell’universo”, omaggio a Mia Martini, seguito da “Bang bang” per Dalida. Il concerto ha poi toccato Patty Pravo, presentata da Syria come «colei che ci ha lasciato le chiavi della libertà», attraverso “E dimmi che non vuoi morire”. La chiusura è stata affidata a Ornella Vanoni con “La voglia, la pazzia”.
La struttura dello spettacolo ha puntato spesso su pochi elementi: la voce, gli arpeggi di Germini e il riconoscimento immediato di canzoni entrate nell’immaginario di più generazioni. Proprio per questo il pubblico è stato coinvolto più volte nel canto, trasformando il live in un momento corale più che in una semplice esecuzione.
La cornice della rassegna estiva in Polesine
Ad accogliere gli spettatori nella serata inserita nel cartellone estivo cittadino legato al claim “Vivete Adria” è stato il vicesindaco Federico Simoni, che ha ripercorso alcune tappe della carriera di Syria, dalla vittoria sanremese fino ai trent’anni di attività artistica celebrati nel 2026.
L’assessore alla Promozione del territorio Giselda Baratella ha richiamato la buona partecipazione registrata anche per la visita al Teatro comunale. Per la Provincia di Rovigo, che promuove la manifestazione, il consigliere Matteo Franzoso ha portato il saluto del presidente Enrico Ferrarese, ricordando il sostegno della Regione del Veneto e della Fondazione Cariparo.
Tra Ville e Giardini, ideata e diretta artisticamente da Claudio Ronda, continua così il suo percorso nei comuni polesani coinvolti dalla rassegna. L’organizzazione è affidata a Ente Rovigo Festival, con il supporto della Provincia di Rovigo, della Regione del Veneto nell’ambito di RetEventi e della Fondazione Cariparo, in una rete che unisce numerose amministrazioni del territorio.