Acqua sempre più scarsa tra le colline trevigiane: i sindaci spingono per un piano unico

Da Farra di Soligo la richiesta di un coordinamento stabile tra Comuni, Regione ed enti tecnici per reti, invasi e irrigazione nelle aree Unesco.

06 ottobre 2026 18:13
Acqua sempre più scarsa tra le colline trevigiane: i sindaci spingono per un piano unico -
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La gestione dell’acqua nelle colline del Conegliano Valdobbiadene entra in una fase nuova: per i Comuni dell’area non si tratta più di rincorrere una singola stagione difficile, ma di organizzare una risposta strutturale a un problema che si ripresenta con sempre maggiore frequenza.

È questo l’esito del confronto ospitato il 5 ottobre 2026 all’Auditorium Santo Stefano di Farra di Soligo, dove amministratori locali, tecnici ed esponenti del mondo agricolo hanno messo a fuoco un obiettivo condiviso: costruire una linea comune per affrontare la carenza idrica nelle zone collinari del Trevigiano inserite nel sito Unesco.

Un nodo che riguarda agricoltura, paesaggio e territorio

Nel corso dell’incontro è emerso come le difficoltà già viste nel 2022 abbiano trovato nel 2026 un’ulteriore conferma. Il tema non riguarda soltanto la produzione agricola, ma anche la tenuta del paesaggio vitato che caratterizza l’area e, più in generale, l’equilibrio del territorio.

Il sindaco di Farra di Soligo, Mattia Perencin, ha richiamato infatti un quadro più ampio: la scarsità d’acqua incide su economia locale, attrattività turistica e assetto idrogeologico. Il timore è che, senza interventi adeguati, alcune porzioni collinari possano diventare meno coltivabili, con ripercussioni evidenti sull’identità stessa di queste zone.

I Comuni presenti e il confronto con gli enti tecnici

Al tavolo, promosso dal Comune di Farra di Soligo, hanno partecipato anche le amministrazioni di San Pietro di Feletto, Miane, Follina, Refrontolo, Revine Lago, Vidor, Susegana e Vittorio Veneto. Presenti inoltre Regione del Veneto, Consorzio di Bonifica Piave, Genio Civile, Provincia di Treviso e associazioni di categoria come Confagricoltura, CIA e il Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG.

Dal confronto con i soggetti tecnici sono uscite alcune priorità precise: limitare le dispersioni nelle reti, rendere più efficienti i sistemi di distribuzione e aumentare la disponibilità di riserve idriche. Nelle aree collinari, infatti, pesano conformazione del suolo, pendenze, difficoltà nel trasporto dell’acqua e una disponibilità operativa non sempre sufficiente. Tra i problemi segnalati figurano anche i casi di prelievi irregolari.

Le opere ritenute più urgenti

Tra le ipotesi considerate più praticabili c’è l’estensione dell’irrigazione a goccia, già adottata in alcune realtà del territorio, perché permette di contenere i consumi mantenendo standard produttivi elevati. Accanto a questo, è tornato centrale il tema dei piccoli bacini da riempire nei mesi freddi, così da avere una riserva utile nei periodi più critici.

Un altro punto affrontato riguarda le cosiddette rive eroiche, dove la gestione dell’acqua è ancora più complessa. In queste zone si ragiona su infrastrutture condivise tra più aziende, come condotte principali, sistemi di pompaggio e derivazioni comuni, con una collaborazione più stretta anche tra gli stessi agricoltori.

Verso un tavolo permanente

Dall’incontro di Farra di Soligo è arrivata soprattutto una richiesta politica e operativa: rendere stabile il coordinamento tra amministrazioni, enti e settore agricolo. L’idea è quella di creare un confronto continuativo capace di seguire i progetti, definire le priorità e cercare le risorse necessarie senza procedere in ordine sparso.

Nei prossimi mesi è previsto un nuovo appuntamento. Il passaggio successivo sarà la redazione di un documento condiviso, utile a trasformare le indicazioni emerse in una base concreta per programmare interventi su scala territoriale.

Il messaggio uscito dal vertice è netto: i tempi amministrativi restano lunghi, ma gli effetti degli squilibri climatici corrono più veloci. Per questo i Comuni delle colline trevigiane chiedono di passare rapidamente dalla discussione alla progettazione, con opere in grado di dare continuità a un territorio che sull’acqua gioca una parte decisiva del proprio futuro.

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