Il 3 maggio richiama il valore di un’informazione libera: perché la Giornata mondiale della stampa resta centrale

La ricorrenza promossa dall’Onu nasce dalla Dichiarazione di Windhoek e ribadisce il peso di media indipendenti per democrazia e diritti.

01 maggio 2026 22:13
Il 3 maggio richiama il valore di un’informazione libera: perché la Giornata mondiale della stampa resta centrale -
Condividi

Ogni anno il 3 maggio riporta al centro un principio che riguarda da vicino la vita democratica: la libertà di stampa. La Giornata internazionale dedicata a questo tema, riconosciuta dalle Nazioni Unite, richiama il ruolo di un’informazione autonoma, pluralista e non condizionata come presidio essenziale per i cittadini.

Non si tratta soltanto di una ricorrenza simbolica. Il senso della giornata è ricordare che il diritto a essere informati e quello a diffondere notizie e opinioni in modo libero sono parte integrante delle garanzie democratiche e della tutela dei diritti umani.

Le origini della ricorrenza internazionale

La data del 3 maggio è stata ufficialmente proclamata nel 1993 dall’Assemblea generale dell’Onu, su indicazione della Conferenza generale dell’Unesco. La scelta non è casuale: rimanda infatti a un seminario organizzato dall’Unesco a Windhoek, in Namibia, tra il 29 aprile e il 3 maggio del 1991.

Quel confronto era dedicato all’indipendenza e al pluralismo della stampa africana, ma il suo significato ha assunto nel tempo un valore ben più ampio, diventando un riferimento internazionale sul rapporto tra libertà di informazione, istituzioni democratiche e diritti fondamentali.

La Dichiarazione di Windhoek e l’articolo 19

Da quell’incontro nacque la Dichiarazione di Windhoek, documento che indica libertà di stampa, indipendenza dei media e pluralismo come condizioni indispensabili per proteggere la democrazia e garantire il rispetto dei diritti umani.

Il richiamo va direttamente anche all’articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. In quel passaggio viene riconosciuta a ogni persona la libertà di opinione e di espressione, compreso il diritto di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee con qualsiasi mezzo e senza confini.

Il riconoscimento Unesco dedicato a Guillermo Cano Isaza

Nel contesto della giornata vengono inoltre assegnati premi e riconoscimenti a persone, organizzazioni e istituzioni che si distinguono nella difesa della libertà di stampa, soprattutto nei Paesi o nelle situazioni in cui fare informazione comporta rischi elevati.

Tra questi c’è il premio Unesco intitolato a Guillermo Cano Isaza, giornalista colombiano ucciso nel 1986 davanti alla sede del quotidiano El Espectador, dove lavorava. Il suo nome è diventato un simbolo del prezzo che, in molte parti del mondo, il giornalismo continua a pagare quando sceglie di operare senza piegarsi a pressioni e intimidazioni.

Il tema dell’educazione ai diritti

La ricorrenza viene richiamata anche da realtà impegnate sul fronte della formazione civica e dei diritti umani. Tra queste, Gioventù per i Diritti Umani Internazionale sottolinea l’importanza di far conoscere soprattutto ai più giovani i principi legati alla libertà di pensiero e alla libertà di espressione.

L’organizzazione, nata nel 2001 e affiliata a Uniti per i Diritti Umani, opera senza fini di lucro con l’obiettivo di diffondere la conoscenza della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Le attività comprendono materiali didattici e iniziative rivolte alle scuole, ma anche ad altri ambiti educativi e culturali.

Il 3 maggio, dunque, non rappresenta solo una data sul calendario internazionale: è un’occasione per ribadire che senza informazione libera e accessibile si indeboliscono partecipazione, controllo democratico e consapevolezza dei diritti. Un richiamo che resta attuale anche nel dibattito pubblico di oggi.

Segui Veneto Today