Zevio, il parto arriva prima dell’ambulanza: nascita in casa con il supporto del 118 al telefono

Mattinata delicata nel Veronese: la centrale del Suem ha seguito da remoto le prime fasi dell’assistenza prima del trasferimento a San Bonifacio.

22 ottobre 2026 12:07
Zevio, il parto arriva prima dell’ambulanza: nascita in casa con il supporto del 118 al telefono -
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Una nascita avvenuta tra le mura domestiche ha mobilitato i soccorsi a Zevio nelle prime ore della mattinata di giovedì 22 ottobre. Prima che l’equipe riuscisse a raggiungere l’abitazione, dalla centrale del 118 è partito un supporto immediato via telefono per accompagnare chi era accanto alla donna nelle fasi del parto.

La richiesta di aiuto è arrivata poco prima delle 9, attorno alle 8.50, nel territorio comunale veronese. L’intervento è stato gestito come emergenza sanitaria, con l’attivazione del Suem in codice rosso.

Il supporto dalla centrale operativa

Nell’attesa dell’arrivo dei sanitari, un infermiere della centrale ha seguito la situazione a distanza, fornendo indicazioni utili per assistere la mamma in casa. Le istruzioni pre-arrivo hanno consentito di affrontare i passaggi più delicati fino alla presa in carico diretta da parte dei soccorritori.

Si tratta di un tipo di assistenza poco visibile ma decisiva nelle emergenze tempo-dipendenti: il contatto telefonico con la centrale può infatti guidare le prime manovre anche in circostanze molto complesse, come nel caso di un parto non programmato fuori dall’ospedale.

Il trasferimento a San Bonifacio

Dopo la nascita, madre e neonato sono stati accompagnati all’ospedale di San Bonifacio, struttura di riferimento per i controlli successivi e per l’assistenza dopo il parto.

Al momento non sono stati diffusi particolari aggiuntivi sulle loro condizioni. L’episodio resta comunque uno di quelli che riportano l’attenzione sull’importanza della rete di emergenza territoriale, soprattutto nei centri della provincia dove i tempi di intervento e il supporto iniziale possono fare la differenza.

Il tema dell’assistenza sul territorio

La vicenda richiama anche il tema, più ampio, del sostegno alle donne nelle ore e nei giorni successivi alla nascita. Tra i nodi più discussi ci sono il ruolo delle ostetriche e la presenza di servizi di prossimità capaci di seguire le famiglie anche fuori dall’ospedale.

In questo caso, la gestione dell’emergenza si è sviluppata tra casa, centrale operativa e ospedale, in una catena che ha permesso di accompagnare la nascita fino al trasferimento nella struttura sanitaria del territorio.

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