Violenza di genere, Semenzato da Venezia: «I numeri migliorano, ma la sfida resta fermare i segnali prima del peggio»

La presidente della Commissione parlamentare commenta il dossier del Viminale: meno donne uccise nel primo semestre 2026, ma serve alzare la prevenzione.

26 agosto 2026 21:26
Violenza di genere, Semenzato da Venezia: «I numeri migliorano, ma la sfida resta fermare i segnali prima del peggio» -
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Il dato che emerge dal dossier Sicurezza 2026 del Viminale va nella direzione di una diminuzione delle vittime, ma per Venezia il messaggio politico che arriva da Martina Semenzato è soprattutto un altro: non abbassare la guardia sulla violenza contro le donne.

La deputata veneziana, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, legge i numeri del primo semestre 2026 come un segnale incoraggiante, da accompagnare però con un rafforzamento degli strumenti di prevenzione e con una maggiore capacità di intercettare i casi a rischio.

Nel confronto con lo stesso periodo del 2025, le vittime di genere femminile risultano in diminuzione del 37%. Un calo che, nelle parole della parlamentare, indica l'effetto delle misure adottate, pur senza ridimensionare il peso di ogni singolo delitto.

Il quadro del primo semestre

Nel dettaglio, i numeri richiamati da Semenzato parlano di 26 donne uccise in omicidi volontari e di 8 casi classificati come femminicidio, per un totale di 34 vittime nei primi sei mesi dell'anno.

Tra gli elementi nuovi c'è anche l'applicazione del reato specifico di femminicidio, entrato in vigore il 17 dicembre 2025 con l'articolo 577 bis del codice penale. La novità normativa consente di distinguere i delitti legati a una matrice di genere, con moventi riconducibili a controllo, possesso, discriminazione, odio o dominio.

Per la presidente della Commissione si tratta di un passaggio rilevante anche sul piano dell'analisi, perché permette di leggere con maggiore precisione un fenomeno che fino a poco tempo fa veniva ricondotto in modo meno definito nelle statistiche generali sugli omicidi.

Il peso degli interventi prima dei delitti

Nella lettura proposta dalla parlamentare veneziana, i numeri sulle vittime vanno messi accanto a quelli che raccontano l'attività di prevenzione. Gli ammonimenti del questore crescono del 10,7% nel complesso.

All'interno di questo dato spicca l'aumento del 24,1% degli ammonimenti per violenza domestica, mentre quelli legati allo stalking segnano una flessione del 12,3%. Per Semenzato sono indicatori che confermano quanto sia decisivo intervenire quando compaiono i primi segnali di escalation.

Il punto, sostiene, è riconoscere in tempo i comportamenti che spesso anticipano i fatti più gravi. Da qui l'insistenza sui cosiddetti reati spia, cioè quegli episodi che possono rappresentare un campanello d'allarme e che richiedono una risposta coordinata tra istituzioni, forze dell'ordine, magistratura e servizi territoriali.

Formazione e rete territoriale

Accanto agli strumenti di contrasto, Semenzato richiama la necessità di competenze specifiche per chi opera in questo ambito. Ricorda infatti che la legge 181 del 2025 ha introdotto l'obbligo di formazione mirata nel contrasto alla violenza sulle donne.

Per la presidente della Commissione, affrontare questi casi richiede preparazione, attenzione e capacità di lettura delle dinamiche che stanno dietro a minacce, persecuzioni, controllo e violenza domestica. L'obiettivo resta quello di fermare la spirale prima che arrivi alle conseguenze irreversibili.

Nel bilancio del lavoro parlamentare, Semenzato segnala anche l'attività svolta in tre anni dalla Commissione da lei guidata: 6 relazioni, 1.310 pagine complessive di inchieste e 71 punti di indirizzo. Un patrimonio di analisi che, nelle intenzioni, deve tradursi in azioni sempre più efficaci anche sui territori, a partire dalla prevenzione quotidiana.

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