A Villorba un weekend per leggere i segnali della violenza online tra i più giovani
Al Panorama arriva “Mirror/Error”: vetrine illustrate, laboratori e un’installazione per affrontare il tema della violenza di genere digitale partendo dai dati sul Veneto
Il digitale entra nella vita quotidiana di ragazze e ragazzi molto prima che si impari davvero a riconoscerne i pericoli. Da qui parte l’iniziativa in programma al Centro Commerciale Panorama di Villorba, dove sabato 30 e domenica 31 maggio prenderà forma “Mirror/Error”, due giornate costruite per parlare di violenza di genere online con un linguaggio vicino agli adolescenti.
L’appuntamento mette insieme arte visiva, attività partecipate e dati statistici, con l’obiettivo di far emergere comportamenti spesso minimizzati nelle relazioni tra giovanissimi: controllo del telefono, pressioni sulla condivisione di immagini intime, dinamiche di possesso scambiate per affetto.
I numeri che riguardano anche il Veneto
Il progetto si appoggia ai dati del Dossier indifesa 2025 di Terre des Hommes, che fotografano una tendenza in crescita. In Italia, nel 2024, i reati ai danni di minori hanno raggiunto quota 7.204, superando per la prima volta i settemila casi. Rispetto all’anno precedente l’aumento è del 4%, mentre nel confronto con dieci anni fa la crescita arriva al 35%.
Il quadro veneto conferma l’allarme. In regione nel 2024 sono stati registrati 585 reati a danno di minori, in aumento del 5% su base annua. Le vittime sono soprattutto femmine, pari al 69% del totale, e la sproporzione diventa ancora più marcata nei reati di natura sessuale.
Tra i dati regionali richiamati durante l’iniziativa spiccano anche i maltrattamenti in famiglia, saliti a 262 episodi nell’ultimo anno considerato, con un incremento del 31%. Viene segnalato inoltre il passaggio da 1 a 3 omicidi volontari consumati, un dato numericamente contenuto ma molto pesante sul piano sociale.
Come sarà costruito il percorso a Panorama
Il cuore dell’evento sarà un’installazione allestita nella Galleria del centro commerciale. Il progetto ruota attorno a tre specchi, pensati come tappe di un itinerario simbolico. Il primo, deformante, richiama il modo in cui la violenza viene ridotta a qualcosa di accettabile o spiegata con giustificazioni superficiali.
Il secondo specchio, incrinato, rimanda invece agli effetti che questi comportamenti lasciano nelle persone: rapporti compromessi, perdita di fiducia, ferite che non sempre si vedono. Il terzo è uno specchio normale, scelto come punto finale del percorso, perché rappresenta la possibilità di riconoscere con chiarezza ciò che sta accadendo e chiamarlo con il suo nome.
Attorno all’installazione saranno collocati pannelli con i numeri del dossier, così da affiancare al linguaggio visivo un riscontro concreto. L’idea è mostrare quanto certe forme di pressione o controllo, spesso considerate normali nelle prime relazioni, siano in realtà segnali da non sottovalutare.
Laboratori e vetrine illustrate per coinvolgere i ragazzi
A guidare la parte artistica sarà Cristina Portolano, illustratrice già premiata a Treviso nel 2014 al Treviso Comics Book Festival con il Premio Carlo Boscarato come “Autore Rivelazione” e oggi collaboratrice di Internazionale Kids. Il suo lavoro si concentra da tempo su diritti, inclusione, discriminazioni e violenza di genere.
Sabato 30 maggio, dalle 11.30 alle 15.30, Portolano realizzerà nelle vetrine della Galleria una serie di interventi grafici legati al tema dell’iniziativa. Nello stesso pomeriggio, dalle 16 alle 17, condurrà il laboratorio “Quello che non si dice”, riproposto anche domenica 31 maggio dalle 10.30 alle 11.30.
Durante gli incontri, ragazze e ragazzi saranno invitati a trasformare in racconto un’ingiustizia vissuta, vista o subita, usando disegno e scrittura. Il senso del laboratorio è dare forma a esperienze spesso taciute, così da renderle riconoscibili anche per altri coetanei.
Un linguaggio vicino alle nuove generazioni
Il titolo “Mirror/Error” richiama volutamente l’estetica degli avvisi di sistema e dell’immaginario digitale. La scelta punta a parlare ai più giovani senza toni astratti, partendo da un codice visivo familiare per suggerire che c’è uno scarto tra ciò che appare normale e ciò che invece nasconde una forma di violenza.
L’iniziativa si inserisce in un percorso di sensibilizzazione già avviato dal centro commerciale sul tema della parità e del rispetto. Il progetto, inoltre, rientra in una campagna più ampia che coinvolge altri centri gestiti da Odos Group, con l’idea di usare spazi frequentati ogni giorno come luoghi capaci di ospitare contenuti culturali e sociali.
Per Villorba il fine settimana diventa così anche un’occasione pubblica di confronto su un tema che riguarda famiglie, scuole e territorio. Portare questi contenuti in uno spazio di passaggio come un centro commerciale significa intercettare un pubblico ampio e riportare al centro una domanda essenziale: quali comportamenti, soprattutto online, stiamo ancora scambiando per normalità?