Vicenza, il Comune porta in sede legale il caso del raduno a Campo Marzo

Dopo il ritrovo lanciato online e i disordini nell’area del Park Verdi, Palazzo Trissino incarica l’avvocatura. La Digos analizza filmati e social.

06 ottobre 2026 13:08
Vicenza, il Comune porta in sede legale il caso del raduno a Campo Marzo -
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Non è solo il conto dei danni materiali a pesare dopo il ritrovo promosso online a Vicenza nel fine settimana. Palazzo Trissino ha deciso di muoversi sul piano legale contro Hamza Messaf, conosciuto sui social come “Ilvucumpra”, ritenendo che quanto accaduto abbia avuto ripercussioni sull’immagine della città.

La decisione è stata formalizzata lunedì con l’incarico all’avvocatura comunale. Al centro dell’iniziativa c’è il raduno convocato a Campo Marzo e poi sfociato in tensioni e danneggiamenti nell’area del Park Verdi, dove secondo la Digos si sarebbero ritrovati circa 300 ragazzi, in gran parte giovanissimi.

La linea scelta da Palazzo Trissino

L’amministrazione comunale ha chiarito che l’azione non nasce direttamente dai guasti registrati nel parcheggio. Tra gli episodi segnalati ci sono un ascensore danneggiato e una sbarra spezzata, ma il Park Verdi non appartiene al patrimonio del Comune ed è gestito da Magis Smart.

Per questo il punto su cui il municipio intende insistere è un altro: il riflesso negativo che la vicenda avrebbe avuto su Vicenza. Il sindaco Giacomo Possamai ha spiegato che, pur in assenza di danni diretti a beni comunali, resta un profilo che l’ente ritiene di dover difendere, cioè quello legato alla reputazione della città.

Da qui la scelta di affidare il dossier ai legali del Comune, con l’obiettivo di valutare un’azione nei confronti del tiktoker indicato come promotore dell’appuntamento diffuso in rete.

Il nodo dei raduni organizzati sui social

Nella lettura del sindaco, l’episodio ripropone anche un problema più ampio: la velocità con cui iniziative nate sulle piattaforme digitali riescono a richiamare centinaia di persone in poche ore. Un meccanismo che, secondo Possamai, richiede strumenti aggiornati rispetto a quelli oggi a disposizione.

Il riferimento è al ruolo dello Stato nella gestione dell’ordine pubblico. Il primo cittadino ha richiamato la necessità di mettere prefetture e questure nelle condizioni di affrontare eventi di questo tipo con modalità adeguate ai tempi e alle dinamiche dei social network, ribadendo che il Comune farà la sua parte per quanto di competenza.

Le verifiche sugli episodi avvenuti al Park Verdi

Intanto prosegue il lavoro investigativo per ricostruire ciò che è successo durante il raduno e per arrivare all’identificazione di chi avrebbe preso parte ai danneggiamenti o ad eventuali aggressioni.

La Digos sta passando al vaglio i contenuti circolati online, compresi i video pubblicati sui social, insieme alle immagini registrate dagli impianti di sorveglianza della zona. Il materiale servirà a definire responsabilità e sequenza dei fatti.

Il caso resta quindi aperto su due fronti: quello amministrativo e legale avviato dal Comune e quello degli accertamenti di polizia. A Vicenza, dopo il pomeriggio di caos al Park Verdi, il confronto si sposta ora tra carte, immagini e verifiche sulle responsabilità individuali.

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