Vicenza, FdI incalza Possamai sulla lettera per Lepore: «Tolga quella firma»

Il centrodestra cittadino contesta l’adesione del sindaco al documento per Bologna e riporta nel confronto anche Bocciodromo, VicenzaOro e Bosco Lanerossi.

24 luglio 2026 11:47
Vicenza, FdI incalza Possamai sulla lettera per Lepore: «Tolga quella firma» -
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La firma del sindaco Giacomo Possamai a sostegno di Matteo Lepore, dopo quanto accaduto a Bologna, diventa un nuovo terreno di scontro politico anche a Vicenza. A sollevare il caso è Fratelli d’Italia cittadina, che chiede al primo cittadino di spiegare pubblicamente quella scelta e di fare un passo indietro.

La presa di posizione porta la data del 24 luglio 2026 e inserisce il capoluogo berico dentro un dibattito che parte dai fatti bolognesi ma arriva subito ai nodi locali. Nel mirino del partito c’è l’adesione di Possamai alla lettera firmata da sindaci dell’area di centrosinistra in solidarietà al collega emiliano.

La critica di Fratelli d’Italia al sindaco

A intervenire è Alessandro Benigno, presidente cittadino di Fratelli d’Italia Vicenza. Secondo l’esponente del partito, quella sottoscrizione non sarebbe un gesto istituzionale, ma una scelta di campo ben precisa sul piano politico.

Nella lettura di FdI, il sostegno a Lepore arriva in un momento delicato, all’indomani dei disordini che hanno segnato Bologna. Per questo Benigno contesta il senso dell’iniziativa e sostiene che il sindaco di Vicenza avrebbe dovuto mantenere una posizione diversa, più vicina ai cittadini e alle forze dell’ordine.

Il collegamento con i temi aperti in città

Nel ragionamento sviluppato dal partito, la firma sulla lettera viene collegata anche a diverse vicende che negli ultimi mesi hanno alimentato il confronto pubblico a Vicenza. Benigno richiama il tema del Bocciodromo, indicando la presenza di spazi pubblici occupati abusivamente.

Tra gli episodi citati compaiono anche le manifestazioni pro-Palestina durante VicenzaOro contro gli espositori israeliani, l’Acampada pro-Flotilla in piazza Biade e l’occupazione del Bosco Lanerossi. Su quest’ultimo punto, Fratelli d’Italia lega la protesta ai ritardi di un intervento ritenuto strategico come la Tav.

La tesi sostenuta dal partito è che, anche su questi dossier, il sindaco non avrebbe preso le distanze in modo netto da mobilitazioni considerate oltre il limite della semplice contestazione.

La richiesta: ritiro della firma e chiarimento pubblico

Da qui la conclusione politica dell’affondo: FdI Vicenza chiede a Possamai di ritirare la propria adesione alla lettera indirizzata a Lepore. Benigno aggiunge anche una richiesta di scuse nei confronti delle forze dell’ordine e della cittadinanza.

Per Fratelli d’Italia, un sindaco dovrebbe rappresentare l’intera comunità senza associare il nome della città a una posizione giudicata di parte. La polemica, nata attorno ai fatti di Bologna, si sposta così sul terreno vicentino e riapre fronti già noti del dibattito locale.

Resta ora da vedere se da Palazzo Trissino arriverà una replica. Intanto il caso segna un nuovo passaggio nel confronto tra maggioranza e opposizione su ordine pubblico, proteste e ruolo istituzionale del sindaco.

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