Veronafiere rafforza il peso internazionale: Bricolo resta nel consiglio UFI fino al 2029

Per il presidente dell’ente fieristico veronese arriva la conferma nel board dell’associazione mondiale del settore: mandato operativo dal 2 novembre.

30 ottobre 2026 16:12
Veronafiere rafforza il peso internazionale: Bricolo resta nel consiglio UFI fino al 2029 -
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La presenza di Verona nei tavoli che contano per il comparto fieristico mondiale proseguirà anche nei prossimi anni. Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, è stato infatti confermato nel consiglio di amministrazione di UFI, l’organizzazione internazionale che riunisce gli operatori delle fiere e delle esposizioni.

Il nuovo incarico coprirà il triennio 2026-2029 e diventerà effettivo dopo l’assemblea generale in programma il 2 novembre, all’interno del 93° congresso mondiale dell’associazione, previsto in Bahrain.

Un passaggio che riguarda da vicino Verona

Per Veronafiere la riconferma rappresenta un segnale di continuità nel percorso di posizionamento all’estero. Bricolo era entrato nel board nel 2023 e ora proseguirà il lavoro già avviato, mantenendo una rappresentanza diretta in uno degli organismi più rilevanti per il sistema fieristico globale.

Il dato ha una ricaduta che va oltre il profilo personale: per una città come Verona, dove il polo fieristico è uno dei motori economici più riconoscibili, restare dentro i luoghi in cui si discutono strategie, mercati e sviluppo del settore significa consolidare un ruolo costruito nel tempo.

Che cos’è UFI e perché conta

UFI, nata nel 1925, mette insieme oggi circa 900 soggetti distribuiti in 90 Paesi e territori. Ne fanno parte organizzatori di eventi, quartieri fieristici, associazioni di categoria e partner specializzati, in un sistema che rappresenta direttamente più di 50mila addetti.

Il consiglio di amministrazione dell’associazione può arrivare a 61 componenti e viene rinnovato ogni tre anni. A questo organismo spetta il compito di tradurre in linee operative le decisioni dell’assemblea generale, definire gli indirizzi dell’associazione e preparare le proposte sui temi strategici per il mondo delle fiere internazionali.

Le parole di Bricolo

Commentando la conferma, Bricolo ha ringraziato l’assemblea generale di UFI e la presidente Panittha Buri per la fiducia rinnovata. Il presidente di Veronafiere ha sottolineato come questo passaggio permetta di proseguire il lavoro iniziato tre anni fa, portando nel confronto internazionale l’esperienza maturata a Verona come organizzatore diretto di manifestazioni.

Nella sua lettura, in una fase in cui cambiano mercati e relazioni commerciali, le fiere continuano a svolgere una funzione precisa: mettere in contatto domanda e offerta e aiutare soprattutto le piccole e medie imprese a trovare nuove occasioni di business. La presenza nel board, ha evidenziato, serve anche a condividere competenze e contribuire alle scelte comuni del settore.

Il profilo internazionale di Veronafiere

La conferma di Bricolo si inserisce nel percorso con cui Veronafiere sta spingendo sull’internazionalizzazione dei propri marchi e sull’attrazione di buyer dall’estero verso gli appuntamenti veronesi. L’ente fieristico opera dal 1898 e negli anni ha costruito un sistema che affianca alle manifestazioni servizi per l’accesso ai mercati, strumenti digitali B2B, formazione e attività congressuali.

Tra i brand di maggiore richiamo figurano Vinitaly, Marmomac, Fieragricola, Fieracavalli, Samoter e Progetto Fuoco, a cui si aggiungono rassegne dedicate ad altri comparti. L’organizzazione diretta degli eventi resta il cuore dell’attività e vale quasi il 90% del fatturato complessivo.

Nel 2025 Veronafiere ha realizzato 52 tra rassegne e iniziative: 39 nel quartiere espositivo cittadino e 13 all’estero, distribuite in 6 Paesi. I numeri parlano di oltre 670mila visitatori e più di 10mila aziende espositrici, con una rete di rappresentanti in 60 Paesi, un presidio stabile a Shanghai e società operative in Brasile, Asia e Stati Uniti.

In questo quadro, la permanenza nel board di UFI rafforza il legame tra la dimensione globale del business fieristico e il ruolo che Verona continua a giocare come hub per imprese, filiere e relazioni economiche internazionali.

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