Verona si prepara al ritorno dell’Adunata Alpini: nel 2028 attese centinaia di migliaia di presenze

La città ospiterà di nuovo il raduno nazionale delle Penne Nere dopo 38 anni. Il commento del consigliere regionale Claudio Borgia e il sostegno previsto dal Veneto.

07 novembre 2026 19:23
Verona si prepara al ritorno dell’Adunata Alpini: nel 2028 attese centinaia di migliaia di presenze -
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Per Verona si apre una prospettiva che va oltre il calendario degli eventi: nel 2028 la città ospiterà l’Adunata nazionale degli Alpini, appuntamento tra i più partecipati e simbolici del panorama italiano. La decisione rimette il capoluogo scaligero al centro di una manifestazione capace di richiamare un pubblico vastissimo da tutto il Paese.

Il ritorno dell’Adunata in riva all’Adige arriva a distanza di 38 anni dall’ultima edizione veronese e viene letto anche come un riconoscimento al lavoro costruito sul territorio tra associazionismo, istituzioni e realtà locali. Per il Veneto, oltre che per la città, l’assegnazione ha un peso organizzativo ma anche identitario.

Un appuntamento che riporta Verona sotto i riflettori

L’evento, assegnato dal Consiglio direttivo nazionale dell’Associazione Nazionale Alpini, porterà nel 2028 un afflusso molto consistente di alpini e visitatori. Per Verona sarà un banco di prova importante sul piano dell’accoglienza, della logistica e della capacità di coordinare una manifestazione che tradizionalmente mobilita numeri molto alti.

Nel commentare la scelta, Claudio Borgia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale del Veneto, ha definito l’assegnazione una notizia di grande rilievo per il territorio veronese e per l’intera regione, sottolineando il valore del risultato raggiunto.

Le parole di Borgia e il ruolo degli Alpini

Secondo il consigliere regionale, gli Alpini continuano a rappresentare un riferimento forte nella storia del Paese e nei valori del servizio alla comunità. Borgia ha richiamato in particolare il loro impegno nel volontariato e nella Protezione civile, indicandolo come un patrimonio che continua a parlare anche alle nuove generazioni.

Nella sua dichiarazione ha inoltre rivolto un ringraziamento all’ANA di Verona e a quanti hanno contribuito al percorso che ha portato alla candidatura vincente. Un passaggio che mette in evidenza il lavoro preparatorio svolto a livello locale per riportare l’Adunata in città.

Il sostegno economico della Regione

Sul fronte organizzativo, la Regione Veneto ha già previsto un contributo di 800 mila euro a sostegno dell’evento. La cifra era stata indicata proprio in vista della macchina necessaria per accompagnare una manifestazione di questa portata, che richiede programmazione anticipata e un ampio coinvolgimento del territorio.

Per Verona si tratta quindi non solo di un appuntamento celebrativo, ma anche di una sfida da costruire nei prossimi mesi insieme alle istituzioni e al tessuto associativo. L’obiettivo, nelle parole espresse da Borgia, è farsi trovare pronta per accogliere nel modo migliore le Penne Nere e i tanti visitatori previsti.

Il conto alla rovescia è ancora lungo, ma l’assegnazione del 2028 consegna già alla città un orizzonte preciso. Per Verona e per il Veneto sarà un’occasione ad alta visibilità nazionale, legata a una tradizione che continua a conservare un forte significato pubblico e civile.

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