Verona Nord, presidio degli animalisti alla barriera dell’A22 per il caso dell’orso Papillon
Manifestazione al casello veronese dell’Autobrennero: esposto uno striscione per chiedere una soluzione diversa per l’orso rinchiuso al Casteller.
Alla barriera di Verona Nord dell’A22 la giornata di ieri è stata segnata da una protesta animalista che ha riportato al centro una vicenda discussa da tempo anche fuori dal Trentino: quella dell’orso Papillon.
Un gruppo legato a Centopercentoanimalisti ha scelto il casello veronese per dare visibilità all’iniziativa, fermandosi in uno degli accessi della stazione autostradale e mostrando uno striscione con il messaggio tradotto in italiano e in inglese.
Il nodo Papillon arriva fino a Verona
Il riferimento è all’orso ospitato da oltre sei anni nel centro faunistico del Casteller, struttura trentina che continua a dividere opinione pubblica, attivisti e istituzioni.
Secondo i manifestanti, per l’animale esisterebbero soluzioni alternative in contesti ritenuti più adatti. Proprio su questo punto si è concentrata la mobilitazione andata in scena lungo l’Autobrennero.
Perché è stato scelto il casello veronese
La scelta di Verona Nord non è casuale. Si tratta infatti di uno snodo molto visibile della A22, asse di collegamento fondamentale verso il Brennero, e quindi di un luogo capace di dare risonanza immediata a un messaggio rivolto a un pubblico ampio.
L’obiettivo del presidio era richiamare attenzione su una vicenda che da tempo resta oggetto di confronto tra il mondo animalista e chi gestisce le politiche faunistiche sul territorio alpino.
Il controllo della situazione
Durante la manifestazione erano presenti gli agenti della Digos e della Polizia Stradale, che hanno seguito l’evolversi del presidio e identificato i partecipanti.
L’episodio riporta così anche nel Veronese una discussione che parte dal Trentino ma tocca un tema più ampio: la gestione dei grandi carnivori e il destino degli animali custoditi nelle strutture dedicate.
Per Verona, in questo caso, il casello dell’A22 è diventato il punto scelto per trasformare una vertenza locale in un fatto visibile lungo una delle principali direttrici del Nordest.