LA CONDANNA

Verona, frode fiscale in una cooperativa: allo Stato quasi 509mila euro dopo la condanna di due amministratori

La somma è stata trovata su un conto riconducibile a uno dei condannati. La vicenda nasce da un’indagine su operazioni non dichiarate per oltre 2,3 milioni di euro.

28 ottobre 2026 09:36
Verona, frode fiscale in una cooperativa: allo Stato quasi 509mila euro dopo la condanna di due amministratori -
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Quasi 509mila euro sono usciti definitivamente dalla disponibilità di uno dei due amministratori condannati nell’inchiesta su una cooperativa veronese finita al centro di un procedimento per reati fiscali. Le somme, individuate attraverso accertamenti patrimoniali, sono state acquisite dallo Stato e trasferite al Fondo Unico di Giustizia.

L’esecuzione della confisca è stata portata a termine dalla Guardia di Finanza di Verona, con l’attività della Tenenza di Bardolino, dopo che la sentenza è diventata definitiva. L’importo recuperato ammonta a 508.955,39 euro.

La condanna è diventata definitiva

Il caso giudiziario riguarda due figure al vertice della società cooperativa con sede nel Veronese: l’amministratore di diritto e quello ritenuto amministratore di fatto. Per entrambi è arrivata la condanna del Tribunale di Verona con la sentenza numero 1432/23.

Nel dettaglio, la pena stabilita è stata di un anno e sei mesi di reclusione per l’amministratore di fatto e di un anno per l’amministratore di diritto. La decisione è stata poi confermata dalla Prima Sezione penale della Corte d’Appello di Venezia, diventando irrevocabile.

Da dove nasce l’inchiesta

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Verona, aveva preso forma dopo una verifica fiscale conclusa nel gennaio 2021. Gli approfondimenti avevano fatto emergere una parte rilevante di operazioni attive non portate in dichiarazione ai fini IVA.

Secondo quanto accertato, il valore delle operazioni non dichiarate superava i 2,3 milioni di euro, con un’imposta evasa oltre la soglia del mezzo milione. Da lì sono state ricostruite le responsabilità dei due amministratori, uno formalmente alla guida della cooperativa e l’altro operativo nella gestione concreta.

Il denaro trovato su un conto corrente

Una volta consolidato il quadro giudiziario, i finanzieri hanno proseguito con verifiche bancarie e patrimoniali per rendere effettiva la confisca disposta dal tribunale. L’obiettivo era raggiungere il profitto del reato attraverso il sequestro dei beni.

Gli accertamenti hanno consentito di rintracciare 508.955,39 euro depositati su un conto corrente intestato a uno dei condannati. La cifra è stata quindi confiscata in via definitiva.

Le risorse ora al Fondo Unico di Giustizia

Il denaro recuperato è confluito nel Fondo Unico di Giustizia, entrando così tra le disponibilità destinate allo Stato. Si chiude in questo modo uno dei passaggi centrali della vicenda nata dagli accertamenti fiscali sulla cooperativa veronese.

L’operazione si inserisce nell’attività di contrasto alle frodi IVA e all’evasione tributaria, un fronte che nel territorio veronese riguarda anche la tutela delle imprese che rispettano gli obblighi fiscali e delle entrate pubbliche sottratte illecitamente.

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