Venezia, la Lega perde due consiglieri in aula: Poli e Giusto scelgono il Gruppo Misto

Primo consiglio comunale già segnato da una frattura nel Carroccio: i due eletti restano in maggioranza ma contestano il metodo interno.

17 giugno 2026 22:45
Venezia, la Lega perde due consiglieri in aula: Poli e Giusto scelgono il Gruppo Misto -
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La nuova consiliatura veneziana si apre con una crepa dentro la Lega. Alla prima seduta del consiglio comunale, Monica Poli e Giovanni Giusto hanno annunciato l’uscita dal gruppo del Carroccio per approdare al Gruppo Misto, pur confermando l’appoggio all’amministrazione cittadina.

La decisione riguarda due nomi che, alle elezioni, avevano raccolto un consenso rilevante nella lista. Il passaggio non sposta i due consiglieri all’opposizione, ma porta subito in superficie un malessere politico che investe i rapporti interni al partito a Venezia.

Una rottura che pesa sugli equilibri interni

L’effetto più immediato è sul piano della rappresentanza in aula: la Lega non ha più consiglieri comunali nel proprio gruppo, mentre mantiene due assessori in giunta. Un dato che, all’inizio del mandato, modifica il quadro della maggioranza e apre una fase di riassestamento politico.

Il punto, però, non è soltanto numerico. Dietro la scelta di Poli e Giusto c’è una contestazione sul modo in cui sarebbero stati gestiti i rapporti tra partito ed eletti, con l’accusa di una scarsa condivisione nelle decisioni e di una distanza crescente tra il peso elettorale ottenuto e il riconoscimento politico ricevuto.

Le ragioni spiegate da Monica Poli

Monica Poli ha chiarito che il suo non va letto come un addio alla Lega né come il preludio a un passaggio in altre forze politiche. La consigliera ha spiegato di aver scelto il Gruppo Misto per rendere evidente un problema interno che, a suo giudizio, non può essere ignorato.

Nelle sue dichiarazioni ha rivendicato il valore del ruolo in consiglio comunale, aggiungendo di non aver avanzato pretese su incarichi o deleghe. Il nodo, secondo Poli, sarebbe stato soprattutto l’assenza di un confronto reale tra gli eletti dopo il voto.

Il malumore espresso anche da Giusto

Sulla stessa linea Giovanni Giusto, che ha descritto una condizione di scarsa considerazione all’interno del movimento. Nel suo intervento ha richiamato il risultato ottenuto in termini di preferenze e ha parlato apertamente di un sentimento di umiliazione condiviso con la collega.

Giusto ha inoltre puntato l’attenzione sui rapporti con la struttura provinciale del partito, indicando criticità nel metodo e nelle relazioni politiche. Da qui la decisione di lasciare il gruppo leghista, senza però interrompere il sostegno alla maggioranza che governa la città.

Per Venezia si tratta di un segnale politico arrivato subito, prima ancora che il nuovo mandato entri nel vivo. La frattura dentro la Lega non mette in discussione, almeno per ora, la tenuta dell’amministrazione, ma consegna al consiglio comunale un avvio segnato da tensioni che potrebbero incidere sugli assetti futuri.

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