Venezia, il Comune punta a rivedere il ticket d’ingresso: sul tavolo anche quote da 30 a 50 euro

L’amministrazione vuole portare a Roma una nuova ipotesi sul contributo d’accesso. Il confronto riguarda costi, regole e gestione dei flussi in città.

21 giugno 2026 15:52
Venezia, il Comune punta a rivedere il ticket d’ingresso: sul tavolo anche quote da 30 a 50 euro -
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La discussione sul futuro degli ingressi giornalieri a Venezia entra in una fase più concreta. L’amministrazione comunale sta valutando una revisione del contributo richiesto ai visitatori e tra le ipotesi allo studio compare anche una fascia più alta, che in alcune giornate potrebbe arrivare tra 30 e 50 euro.

Il tema non riguarda soltanto il prezzo, ma il modello con cui la città intende governare i picchi di presenze. Dopo la sperimentazione avviata negli ultimi anni, l’obiettivo dichiarato resta quello di rendere più sostenibile l’afflusso di chi arriva in laguna per poche ore, soprattutto nei periodi di maggiore pressione turistica.

Il passaggio atteso con il Governo

Per affrontare il dossier è previsto un confronto istituzionale a Roma nelle prossime settimane. Il sindaco di Venezia, Simone Venturini, dovrebbe incontrare i ministeri competenti per discutere una serie di questioni considerate strategiche per la città, tra cui proprio il sistema di accesso.

Il meccanismo oggi in vigore prevede un contributo compreso fra 5 e 10 euro e viene applicato soltanto in alcuni giorni dell’anno. L’eventuale ritocco verso l’alto, però, richiederebbe un quadro normativo diverso rispetto a quello attuale, motivo per cui il confronto con il Governo viene considerato decisivo.

Come potrebbe cambiare il contributo

L’ipotesi su cui si ragiona prevede tariffe differenziate in base alla domanda e al momento della prenotazione, con importi più elevati nelle date ritenute più delicate per i flussi. Resterebbero fuori dal pagamento le categorie già escluse oggi, come residenti, lavoratori e chi pernotta nel territorio lagunare.

La proposta nasce anche dai numeri raccolti nell’ultima applicazione del sistema. Nel 2024 il contributo ha prodotto circa 5,4 milioni di euro in 54 giornate, con oltre 720 mila ingressi giornalieri soggetti al pagamento. Nella fase iniziale della sperimentazione i visitatori paganti erano stati circa 485 mila.

Politica divisa e operatori favorevoli

Attorno al ticket continua però a muoversi un confronto acceso. Una parte delle valutazioni critiche mette in dubbio l’efficacia dello strumento così come è stato finora utilizzato, sia rispetto alla reale capacità di alleggerire le giornate più affollate sia sul piano del ritorno economico complessivo.

Nel dibattito pesa anche il tema delle regole. Il riferimento è alla normativa del 2021, che aveva collegato il tetto massimo del contributo alla tassa di soggiorno: per superare quei limiti servirebbe quindi un nuovo intervento legislativo.

Di segno diverso la posizione che arriva dal settore turistico alberghiero, dove una rimodulazione della tariffa viene vista con favore. L’idea di importi variabili viene letta come uno strumento utile per distribuire meglio le visite nel corso dell’anno, spingendo una parte dei flussi verso periodi meno congestionati e offrendo al tempo stesso risorse per servizi e manutenzione urbana.

Il confronto, insomma, è destinato a restare centrale nelle prossime settimane. Per Venezia non si tratta solo di decidere quanto far pagare l’ingresso ai visitatori giornalieri, ma di definire quale equilibrio cercare tra accoglienza, vivibilità e tutela di una città che continua a misurarsi con una pressione turistica fuori scala.

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