Venezia, anziana ferita dal flusso d’aria di un elicottero: agli eredi riconosciuti più di 120mila euro

La Corte d’Appello di Venezia ha confermato il diritto al risarcimento per le conseguenze della caduta avvenuta nel giardino di casa durante un intervento di soccorso.

13 luglio 2026 12:47
Venezia, anziana ferita dal flusso d’aria di un elicottero: agli eredi riconosciuti più di 120mila euro -
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Sette anni dopo l’episodio, a Venezia arriva una decisione che chiude una lunga vicenda giudiziaria nata da una caduta avvenuta nel giardino di casa durante un intervento con elicottero. La Corte d’Appello lagunare ha stabilito un risarcimento superiore a 120mila euro in favore degli eredi di un’anziana rimasta ferita, ritenendo rilevante il ruolo dello spostamento d’aria prodotto dal velivolo.

Il pagamento è stato disposto nei confronti della società milanese proprietaria dell’elicottero. A portare avanti la causa è stato il figlio della donna, assistito dall’avvocato Franco Zorzetto, anche dopo la scomparsa della madre.

La sentenza arrivata a Venezia

I giudici di secondo grado hanno riconosciuto il danno non patrimoniale patito dalla donna nel periodo successivo all’incidente, aggiornando la quantificazione fino a superare i 120mila euro.

Nella valutazione del caso, la Corte ha tenuto conto dell’età avanzata della donna e delle sue condizioni di salute, segnate anche da una patologia oncologica. Pur in assenza di testimoni oculari diretti del momento della caduta, il quadro complessivo è stato considerato sufficiente per accordare tutela agli eredi.

Che cosa era accaduto

Secondo la ricostruzione accolta in sede giudiziaria, l’anziana, che pesava 39 chili, si trovava all’esterno della propria abitazione quando venne investita dal forte flusso d’aria provocato dalle pale dell’elicottero.

Ai soccorritori aveva riferito di essere stata sbalzata e di essere finita a terra proprio per effetto di quel vortice. Il mezzo aereo era impegnato in un intervento per prestare aiuto a una scooterista.

Le conseguenze dopo l’impatto

La caduta ebbe effetti pesanti. In ospedale le furono diagnosticate la frattura del polso destro e quella dell’omero sinistro, lesioni che resero necessario un ricovero prolungato.

Una volta rientrata a casa, per la donna si aprì una fase complicata, con bisogno di assistenza e una progressiva riduzione dell’autonomia personale nei mesi successivi.

La donna è poi morta il 29 gennaio 2020, ma il decesso non è stato collegato a quell’episodio.

La causa portata avanti dal figlio

Il contenzioso è andato avanti grazie all’iniziativa del figlio, 59 anni, che ha proseguito la richiesta di risarcimento anche dopo la morte della madre.

La linea difensiva si è fondata su accertamenti eseguiti nel cortile, elementi tecnici relativi al volo e una consulenza medico-legale. Proprio quest’ultima ha indicato una compatibilità tra le fratture riportate e una caduta violenta provocata da uno spostamento d’aria improvviso.

Con la pronuncia della Corte d’Appello di Venezia, la vicenda trova così un punto fermo sul piano civile: la somma riconosciuta sarà destinata agli eredi della donna.

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