Province, il Veneto guadagna un posto in più al tavolo nazionale UPI: entra anche Donadel
Il presidente della Provincia di Treviso nel direttivo nazionale insieme a Flavio Pasini. A Verona il confronto su riforma degli enti e trasporto pubblico locale.
Il Veneto rafforza il proprio peso nell’Unione delle Province d’Italia con l’ingresso di Marco Donadel nel consiglio direttivo nazionale. Il presidente della Provincia di Treviso affiancherà Flavio Pasini nella rappresentanza veneta all’interno dell’organismo che segue il confronto istituzionale sul futuro delle Province.
La designazione è stata ufficializzata giovedì 25 giugno 2026 a Verona, nel corso dell’assemblea di UPI Veneto e della successiva riunione del direttivo regionale. Per Donadel si apre così un ruolo che porta anche la voce della Marca nei passaggi nazionali più delicati per gli enti di area vasta.
Più spazio al Veneto nel confronto nazionale
L’indicazione è arrivata dal presidente nazionale UPI Enzo Lattuca. Con Donadel nel direttivo, la presenza veneta si consolida in una fase in cui l’associazione delle Province sta lavorando alla definizione delle priorità programmatiche in vista della prossima legislatura.
Accanto a lui resta centrale la figura di Flavio Pasini, presidente di UPI Veneto e vicepresidente vicario a livello nazionale. La combinazione dei due incarichi offre alla regione un presidio più forte nel dibattito sulle competenze, sulle risorse e sul ruolo futuro delle Province.
Donadel ha espresso soddisfazione per la nomina, sottolineando il valore dell’incarico come occasione per far emergere in sede nazionale le esigenze del territorio trevigiano e, più in generale, delle realtà venete.
Il nodo della riforma delle Province
La riunione veronese ha rimesso al centro un tema che da anni accompagna il confronto tra istituzioni: la necessità di dare agli enti provinciali un quadro più solido, sia sul piano normativo sia su quello finanziario. Nel dibattito tra i presidenti veneti si è parlato del rapporto con i Comuni, del presidio territoriale e delle funzioni fondamentali che le Province continuano a svolgere.
Tra i punti richiamati ci sono il supporto tecnico-amministrativo ai municipi, la pianificazione del territorio, la gestione dei servizi pubblici locali, la viabilità e l’edilizia scolastica. Ambiti che, nella lettura emersa durante l’assemblea, richiedono strutture amministrative più stabili e strumenti adeguati per programmare gli interventi.
Donadel ha ribadito la necessità di superare le criticità lasciate dalla Legge Delrio, indicando come obiettivo una riforma organica capace di restituire piena funzionalità alle Province e una collocazione istituzionale più definita.
Trasporto pubblico locale, fase decisiva per i nuovi assetti
Un altro passaggio importante della giornata ha riguardato la riorganizzazione del trasporto pubblico locale in Veneto. All’assemblea ha preso parte anche l’assessore regionale ai Trasporti Diego Ruzza, che ha fatto il punto sull’applicazione della legge regionale n. 8 del 2025.
Il confronto si è concentrato sulla futura individuazione dei bacini territoriali considerati più omogenei e sulla nascita delle nuove agenzie regionali chiamate a sostituire gli attuali enti di governo del settore. In questo percorso le Province sono viste come un raccordo utile tra Regione, amministrazioni locali e comunità.
Per il Veneto, e in particolare per territori estesi e articolati come quello trevigiano, il riassetto del trasporto rappresenta un passaggio che incrocia mobilità quotidiana, servizi e organizzazione amministrativa. La nomina di Donadel arriva quindi in un momento in cui il livello locale e quello nazionale tornano a incrociarsi in modo diretto.