Dal Veneto una carta d’identità per i robot umanoidi: il progetto nato a Padova

EZ Lab ha sviluppato un sistema digitale che permette di riconoscere un robot, verificarne stato e riferimenti del proprietario anche in caso di stop o guasti.

22 giugno 2026 16:43
Dal Veneto una carta d’identità per i robot umanoidi: il progetto nato a Padova -
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Con i robot umanoidi destinati a entrare sempre più spesso in aziende, servizi e spazi condivisi, il tema non è più soltanto tecnologico: diventa anche una questione di riconoscibilità, responsabilità e gestione degli imprevisti. Da Padova arriva una risposta che punta proprio su questo fronte, con un sistema pensato per dare a ogni robot un’identità digitale immediatamente consultabile.

A svilupparlo è EZ Lab, realtà con sede nel capoluogo euganeo, che presenta il DRP, sigla di Robot Digital Passport, indicato dall’azienda come il primo passaporto digitale al mondo dedicato ai robot umanoidi. L’idea è semplice nella sua impostazione: associare alla macchina dati utili per sapere a chi appartiene, in che condizioni si trova e chi contattare se qualcosa non funziona.

Perché serve un’identità digitale ai robot

Il nodo riguarda scenari sempre meno teorici. Se un robot si blocca in un luogo aperto al pubblico, oppure è coinvolto in un incidente o in un’anomalia operativa, poter risalire in tempi rapidi al proprietario e allo stato del sistema può fare la differenza. Il passaporto digitale nasce per rendere accessibili queste informazioni senza passaggi complessi.

Secondo le proiezioni IDC richiamate da EZ Lab, nel 2025 sono stati prodotti e spediti più di 18.000 robot umanoidi, mentre il mercato nello stesso anno avrebbe segnato una crescita del 508%. In questo quadro, per l’azienda padovana diventa necessario affiancare allo sviluppo delle macchine anche strumenti di tracciabilità e attribuzione delle responsabilità.

La piattaforma e il legame con le norme europee

Il progetto si appoggia a DPP Studio by EZ Lab, piattaforma già utilizzata per creare e gestire il Digital Product Passport anche in formula white label. La soluzione è pensata per accompagnare le imprese chiamate ad adeguarsi alle nuove disposizioni europee sul passaporto digitale di prodotto.

I settori interessati vanno dalla moda alle calzature, dall’arredo alla cosmesi, fino a giocattoli, detergenti, batterie e materiali per l’edilizia. La piattaforma, spiega l’azienda, utilizza blockchain e intelligenza artificiale per raccogliere, validare e condividere i dati, con verifiche in tempo reale sul rispetto degli obblighi previsti e indicazioni sulle eventuali azioni da adottare.

Tra i possibili utilizzatori non ci sono soltanto le aziende direttamente coinvolte, ma anche consulenti, agenzie, system integrator e software house che vogliono costruire servizi DPP per i propri clienti.

Un progetto che coinvolge ricerca e innovazione veneta

Il Robot Digital Passport rappresenta il primo esito dell’iniziativa Human Robotics, orientata allo sviluppo della Physical AI applicata a robot già esistenti, con l’obiettivo di renderli più efficienti nei contesti di vita quotidiana e nelle attività professionali.

Alla base del lavoro c’è anche il percorso maturato all’interno di SMARTIE, iniziativa della Regione Veneto a cui EZ Lab partecipa tramite la Rete Innovativa Regionale ICT4SSL. Sul piano scientifico ha contribuito anche la collaborazione con il professor Luciano Gamberini dell’Università di Padova, studioso di Human-Technology Interaction. Secondo l’azienda, le ricerche sulla robotica emozionale negli ambienti di vita e di lavoro hanno offerto riferimenti metodologici utili alla progettazione del passaporto digitale.

La spinta padovana in un settore in crescita

Fondata nel 2014, EZ Lab si presenta come una MarTech specializzata nella tracciabilità di filiera e nelle soluzioni per il Digital Product Passport. L’azienda dichiara oltre 350 clienti e più di 300 milioni di prodotti tracciati attraverso strumenti che integrano blockchain, smart contract, intelligenza artificiale, NFT e altre tecnologie digitali.

Il nuovo sistema dedicato ai robot umanoidi è stato mostrato anche in contesti internazionali, da New York a VivaTech di Parigi. Per Padova e per il Veneto è un segnale ulteriore di come il rapporto tra ricerca applicata e impresa continui a produrre progetti capaci di trovare spazio in filiere tecnologiche che stanno accelerando rapidamente.

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