Urbanistica, San Biagio riduce le previsioni: via 62mila metri cubi dal piano comunale
La prima fase del secondo Piano degli Interventi ridimensiona aree edificabili e superfici impermeabili, recuperando quasi 9 ettari di margine urbanistico.
San Biagio di Callalta sceglie di alleggerire il proprio disegno urbanistico e di recuperare spazio di manovra per le decisioni dei prossimi anni. Con l’adozione della prima fase del secondo Piano degli Interventi, il Consiglio comunale ha approvato una revisione che cancella quote edificatorie non più ritenute attuali e riduce l’impatto potenziale sul territorio.
Il risultato più evidente riguarda il patrimonio di capacità urbanistica che torna nella disponibilità del Comune. La revisione consente infatti di recuperare circa 8,97 ettari, dopo aver eliminato 10,3 ettari di consumo di suolo già localizzato e averne inseriti circa 1,7 con le nuove previsioni contenute nella variante.
È un passaggio che pesa nella pianificazione locale, perché la dotazione complessiva assegnata a San Biagio dalla normativa regionale è di circa 26,07 ettari. Le scelte compiute negli anni precedenti avevano già impegnato quasi tutta questa soglia, arrivando a circa 25,7 ettari.
Più margine al Comune, meno carico sul territorio
La manovra interviene anche sulle possibilità edificatorie in ambito residenziale. Le aree considerate nella ricognizione passano da circa 113 mila a circa 51 mila metri cubi, con una sforbiciata complessiva di circa 62 mila metri cubi.
In termini teorici, il ridimensionamento equivale a circa 415 abitanti in meno rispetto alle previsioni che fino a oggi risultavano inserite negli strumenti comunali. Scende inoltre la quota di superficie potenzialmente impermeabilizzabile collegata alle aree interessate: da circa 51.600 a circa 20.200 metri quadrati, con una riduzione superiore ai 31.400 metri quadrati.
La revisione del piano parte dalle previsioni non più attuate
L’impostazione scelta dall’amministrazione, spiegata dal sindaco Valentina Pillon, punta a riallineare il piano alla situazione reale del territorio. L’operazione consiste nel verificare le previsioni stratificate negli anni e nel togliere o ridurre quelle che non hanno trovato attuazione o che oggi non rispondono più alle necessità locali.
Questa prima fase nasce anche da un confronto con i cittadini. Tra le richieste raccolte compaiono il recupero di annessi rustici non più utilizzati per la funzione originaria, il cambio di destinazione urbanistica di singole aree o immobili, l’aggiornamento del grado di tutela per alcuni edifici di valore storico-testimoniale, il riconoscimento dello stato di fatto e la revisione delle modalità attuative.
In alcuni casi è stato chiesto anche lo stralcio dell’edificabilità. Il Comune legge quindi questa variante come l’avvio di un riordino più ampio, e non come una semplice somma di istanze private accolte una per una.
Annessi rustici e passaggi successivi
Nel pacchetto approvato rientra pure la rifunzionalizzazione di alcuni annessi rustici per circa 1.958 metri cubi. Si tratta di volumi già esistenti, quindi di interventi che non comportano nuova espansione edilizia ma puntano a dare una nuova destinazione a manufatti oggi non più funzionali.
Le trasformazioni più complesse, comprese quelle legate ad accordi pubblico-privati o a modifiche che richiedono ulteriori verifiche progettuali e ambientali, saranno affrontate in una fase successiva del Piano degli Interventi.
Per San Biagio di Callalta, in sostanza, questa prima tappa serve a fare pulizia nelle vecchie previsioni e a conservare capacità di programmazione per il futuro, dentro un percorso di aggiornamento degli strumenti urbanistici che segue anche l’approvazione del nuovo regolamento edilizio comunale.