Treviso, più parti in ospedale ma il sindacato avverte: «In Ostetricia organico da rafforzare»
Nel reparto dell’ospedale cittadino Nursing Up segnala carenza di ostetriche, turni sotto pressione e molte ferie ancora da recuperare.
All’ospedale di Treviso cresce l’attività del reparto di Ginecologia e Ostetricia, ma secondo il sindacato Nursing Up l’aumento dei parti non sarebbe stato accompagnato da un rafforzamento adeguato del personale. Da qui la richiesta, rivolta alla direzione dell’Ulss 2, di aprire in tempi rapidi un confronto sulla situazione del servizio.
I numeri indicati dal sindacato parlano di 2.448 parti registrati nel 2025, circa un centinaio in più rispetto all’anno precedente. Un incremento che, sempre secondo la sigla, si traduce in una pressione crescente sull’organizzazione quotidiana del reparto, arrivata in alcuni casi a toccare 17 nascite in una sola giornata.
La denuncia sul personale in turno
Nel mirino c’è soprattutto la dotazione di ostetriche presenti durante i turni. Nursing Up richiama l’Accordo Stato-Regioni del 2010, che per la sala parto indicherebbe la presenza di almeno cinque professioniste per turno. A Treviso, invece, sempre secondo quanto riferito dal sindacato, le ostetriche in servizio sarebbero tre.
Un numero ritenuto insufficiente perché, oltre alla sala parto, il personale dovrebbe coprire anche pronto soccorso, ambulatori, reparto e assistenza nelle sale cesarei. Per il sindacato, quindi, il problema non riguarda solo l’organizzazione interna, ma tocca direttamente la tenuta complessiva del servizio in una fase di attività intensa.
Ferie arretrate e incognita estate
Tra gli aspetti segnalati c’è anche quello delle ferie non ancora smaltite. Nursing Up parla di una media di 80 giorni arretrati per ogni operatrice, un dato che potrebbe pesare ulteriormente nella programmazione dei prossimi mesi, soprattutto con l’avvicinarsi del periodo estivo.
Il quadro, secondo il sindacato, rischia di diventare ancora più delicato in presenza di assenze per malattia, congedi parentali e permessi previsti dalla legge 104. Tutti elementi che, sommati, renderebbero più complessa la copertura dei turni in un reparto già chiamato a sostenere volumi elevati.
La richiesta di un tavolo con l’Ulss 2
A portare pubblicamente il caso è Annarita Secchi, referente provinciale di Nursing Up Treviso. La crescita delle nascite, osserva il sindacato, confermerebbe la qualità del servizio offerto dall’ospedale trevigiano, ma allo stesso tempo renderebbe ancora più urgente adeguare il numero delle professioniste effettivamente presenti.
Per questa ragione Nursing Up chiede un incontro con la nuova direzione dell’Ulss 2, con il direttore dell’unità operativa e con la coordinatrice del reparto. L’obiettivo indicato è quello di individuare misure concrete sul fronte dell’organico, senza ricorrere, precisa il sindacato, a soluzioni considerate esterne al perimetro contrattuale.
Nella nota viene anche richiamato quanto avvenuto all’ospedale di Conegliano, dove era stata adottata una misura di pronta disponibilità pomeridiana per attività ordinaria. Al momento, stando a quanto emerge dal comunicato diffuso da Nursing Up, non risultano repliche ufficiali da parte dell’Ulss 2 sulla situazione segnalata per il reparto di Ostetricia e Ginecologia di Treviso.