Treviso, fermato al Canova e rimpatriato: per gli investigatori preparava un piano contro un centro commerciale veneto

Il giovane, 22 anni, era arrivato da Tirana con visto turistico. Espulsione disposta per motivi di sicurezza legati al rischio terrorismo.

11 agosto 2026 11:04
Treviso, fermato al Canova e rimpatriato: per gli investigatori preparava un piano contro un centro commerciale veneto -
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Il provvedimento è scattato appena messo piede in Veneto. Un cittadino straniero di 22 anni, ritenuto dagli investigatori vicino ad ambienti estremisti e considerato un profilo a rischio sotto il fronte della radicalizzazione, è stato bloccato all’aeroporto di Treviso e allontanato dall’Italia con un decreto di espulsione per motivi di sicurezza dello Stato.

Il caso riguarda un possibile progetto di attentato che, secondo gli elementi raccolti, avrebbe avuto come bersaglio un centro commerciale della regione. L’espulsione è stata eseguita il 10 agosto su disposizione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Il passaggio a Treviso e il controllo immediato

Il giovane era arrivato domenica al “Antonio Canova” con un volo partito da Tirana, utilizzando un visto turistico. La versione formale del viaggio era legata alla visita di familiari residenti fuori dal Veneto, ma i suoi spostamenti erano già sotto osservazione.

Una volta atterrato nello scalo trevigiano, è stato preso in carico dagli agenti della Digos e dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Treviso. Il passaggio nello scalo veneto è stato quindi il momento in cui è stata data esecuzione alla misura.

Il sospetto di un obiettivo scelto in Veneto

Dalle verifiche svolte sarebbe emerso un percorso di radicalizzazione maturato online. In questo contesto, secondo l’ipotesi investigativa, il 22enne avrebbe sviluppato l’intenzione di colpire in Italia, individuando anche un possibile target in un centro commerciale veneto.

Gli accertamenti indicano inoltre che si sarebbe documentato per realizzare un ordigno e che avrebbe già acquistato materiale ritenuto utile allo scopo. Al momento dell’arrivo in Italia, però, non aveva con sé alcuna bomba.

La decisione del Viminale

A rendere pubblico il caso è stato lo stesso ministro Piantedosi, che ha spiegato come il giovane avesse l’intenzione di reperire componenti per fabbricare esplosivi e definire un attentato sul territorio nazionale.

Il decreto di espulsione, ha precisato il Viminale, è stato adottato sulla base delle risultanze emerse nell’attività informativa e investigativa ed è stato motivato da esigenze di prevenzione del terrorismo e tutela della sicurezza pubblica.

Il quadro delle misure di prevenzione

L’allontanamento del 22enne rientra nelle procedure attivate in questi casi su proposta della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, nell’ambito del monitoraggio dei fenomeni di estremismo violento.

Per il Veneto, la vicenda riporta l’attenzione sul ruolo dei controlli negli snodi di ingresso, a partire dall’aeroporto di Treviso, e sulla prevenzione come strumento decisivo quando emergono segnali ritenuti concreti prima che un piano possa trasformarsi in un pericolo reale.

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