Treviso, in 50 al corso sullo spray al peperoncino dopo l’aggressione in centro

All’Adriano Panatta Racquet Club una mattinata dedicata a uso corretto, norme e prevenzione. I partecipanti chiedono nuovi appuntamenti aperti alla città.

28 aprile 2026 14:49
Treviso, in 50 al corso sullo spray al peperoncino dopo l’aggressione in centro -
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A Treviso la risposta a quanto accaduto nei mesi scorsi in centro storico passa anche dall’informazione. Domenica 26 aprile una cinquantina di cittadini ha preso parte a un corso gratuito dedicato all’utilizzo dello spray antiaggressione, ospitato all’Adriano Panatta Racquet Club e nato sull’onda dell’aggressione avvenuta lo scorso dicembre nella zona di Porta San Tomaso.

L’iniziativa è stata promossa dalle famiglie dei ragazzi coinvolti in quell’episodio. All’incontro hanno partecipato genitori, ragazzi e adulti, in un clima pensato non solo per apprendere nozioni pratiche, ma anche per aprire un confronto più ampio sul tema della sicurezza urbana e della prevenzione della violenza.

Non solo tecnica, ma consapevolezza

Il corso è stato affidato a Ivan Reyes, Master Teacher di 360 Difesa Personale, realtà affiliata alla Scuola Italiana Krav Maga. Al centro della mattinata c’era lo spray OC, a base di oleoresin capsicum, comunemente identificato come spray al peperoncino.

Durante la lezione sono stati illustrati il quadro normativo di riferimento, le modalità corrette di impiego e le procedure di decontaminazione. Un passaggio importante ha riguardato proprio l’uso responsabile di questo strumento, che non può essere considerato una soluzione generica ma un mezzo previsto dalla legge in presenza di una minaccia o di un’aggressione.

Le regole e i comportamenti da tenere

Nel corso dell’incontro è stato richiamato il DM 103/2011, norma che disciplina lo spray antiaggressione. L’attenzione si è concentrata su quando e come possa essere usato, evitando comportamenti impropri o reazioni che possano aggravare una situazione già critica.

Accanto agli aspetti tecnici, sono state fornite indicazioni pratiche su come muoversi in condizioni di pericolo. Il messaggio emerso è che la difesa personale non si riduce alla reazione fisica: conta soprattutto la capacità di leggere il contesto, limitare i rischi e scegliere condotte che evitino conseguenze irreparabili.

La richiesta: continuare con altri incontri

Dai partecipanti è arrivata una richiesta chiara: dare continuità a questo tipo di appuntamenti anche nei prossimi mesi. La partecipazione registrata domenica conferma infatti un interesse diffuso in città verso momenti pubblici di formazione su sicurezza, autodifesa e prevenzione.

Per le famiglie promotrici, questo appuntamento si inserisce in un percorso avviato dopo il flash mob organizzato a dicembre. L’obiettivo dichiarato resta quello di costruire occasioni di confronto su violenza giovanile, responsabilità individuale e rapporto tra ragazzi e comunità.

La volontà, spiegano i promotori, è andare oltre il solo tema dello spray al peperoncino. L’idea è favorire una cultura della prevenzione che includa educazione al dialogo, gestione non violenta dei conflitti e maggiore consapevolezza dei comportamenti da adottare nelle situazioni a rischio.

Nella parte conclusiva del corso è stato ribadito che la sicurezza personale deve poggiare prima di tutto su prevenzione, attenzione e rispetto delle regole. L’intervento fisico resta l’ultima opzione, da prendere in considerazione solo quando non sia più possibile evitare il conflitto o chiedere aiuto, senza perdere di vista il ruolo delle istituzioni e delle forze dell’ordine.

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