Treviso, al Ca’ Foncello i ragazzi del Canova raccontano il valore della donazione con una mostra

Nel corridoio del primo piano dell’ospedale sono esposti fino a giugno circa trenta elaborati nati dal progetto promosso con AIDO Treviso e ULSS 2.

08 maggio 2026 10:50
Treviso, al Ca’ Foncello i ragazzi del Canova raccontano il valore della donazione con una mostra -
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Un ospedale che diventa anche luogo di riflessione civile. Al Ca’ Foncello di Treviso ha trovato spazio una mostra firmata dagli studenti del liceo classico Canova, chiamati a misurarsi con un tema delicato come la donazione di organi, tessuti e cellule attraverso disegni, testi e lavori grafici.

L’iniziativa è il risultato del percorso “Insieme per la vita”, sviluppato da AIDO Provinciale Treviso insieme a ULSS 2 Marca Trevigiana, con il coinvolgimento del Coordinamento ospedaliero trapianti. Il progetto ha portato dentro la scuola testimonianze, contenuti informativi e momenti di confronto poi trasformati dai ragazzi in elaborati visivi.

Le tavole sono state collocate al primo piano del Ca’ Foncello, nel passaggio che unisce il Pronto soccorso alla Pneumologia, uno spazio attraversato ogni giorno da pazienti, familiari e operatori. La mostra resterà visitabile fino a giugno.

Un percorso nato in classe e arrivato in ospedale

I lavori esposti sono circa trenta e arrivano dalle classi IIIB e IIIC del Canova, coinvolte nel corso dello scorso anno scolastico. Il progetto ha messo insieme il linguaggio dell’arte e quello dell’educazione sanitaria, chiedendo agli studenti di rielaborare in modo personale un argomento spesso percepito come distante.

Accanto agli elaborati dei ragazzi trovano posto anche schede e materiali informativi messi a disposizione da AIDO e dal Centro regionale trapianti. Il risultato è un allestimento che unisce creatività e contenuti, con l’obiettivo di rendere più accessibile una scelta che riguarda l’intera comunità.

Alla base del lavoro ci sono gli incontri con i monitori AIDO, con persone trapiantate e con professionisti sanitari dell’ULSS 2 che partecipano alle attività nelle scuole. Da quel confronto diretto sono nati testi, immagini e messaggi pensati per parlare soprattutto ai coetanei.

Il tema del dono visto dai più giovani

L’aspetto centrale dell’iniziativa è proprio questo: affidare ai ragazzi il compito di tradurre un tema complesso in forme comunicative immediate. La scelta della mostra dentro l’ospedale rafforza il senso del progetto, perché porta il dibattito in un luogo dove il valore della cura è concreto e quotidiano.

Il lavoro si inserisce nel quadro delle attività regionali per la promozione della donazione, rilanciate anche dal D-Day veneto. AIDO e ULSS 2 puntano da tempo sul coinvolgimento del mondo della scuola, nella convinzione che informazione e consapevolezza debbano iniziare presto.

Per il presidente di AIDO Provinciale Treviso, Angelino Tronchin, l’esposizione è un modo per trasformare la sensibilità degli studenti in un patrimonio condiviso, capace di raggiungere un pubblico più ampio. Il valore aggiunto, nelle sue parole, sta proprio nella capacità dei ragazzi di rendere il messaggio del dono vicino alla vita di tutti.

Anche il direttore generale dell’ULSS 2, Giancarlo Bizzarri, ha richiamato il significato umano della donazione, indicando in iniziative di questo tipo uno strumento utile per aiutare le nuove generazioni a comprendere che dietro ogni trapianto esistono responsabilità, generosità e scelte consapevoli. La mostra trevigiana va in questa direzione: usare la voce dei più giovani per aprire una riflessione pubblica in un luogo simbolico della sanità cittadina.

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