Treviso, Avis chiede più spazi per il plasma: nei primi mesi del 2026 cala il sangue intero

Dalla giornata provinciale di Valdobbiadene emerge un doppio segnale: flessione delle donazioni tradizionali e aumento del plasma, da sostenere con più organizzazione.

06 settembre 2026 13:58
Treviso, Avis chiede più spazi per il plasma: nei primi mesi del 2026 cala il sangue intero -
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Il sistema delle donazioni nella Marca trevigiana sta cambiando equilibrio. Da un lato il sangue intero registra una diminuzione, dall'altro il plasma mostra una crescita che Avis considera incoraggiante ma ancora da accompagnare con un'organizzazione più solida nei centri di raccolta.

Il quadro è stato tracciato a Pianezze di Valdobbiadene, dove si è svolta la 26ª Giornata Provinciale del Donatore. L'appuntamento ha riunito più di 200 tra volontari e dirigenti delle 88 Avis comunali del territorio trevigiano, espressione di una realtà che in provincia conta oltre 31 mila associati.

Nei primi sette mesi del 2026, secondo i dati illustrati da Avis Provinciale Treviso, la raccolta di sangue intero è scesa di circa il 10%, mentre il plasma in aferesi è salito del 9,7%. Due numeri che, letti insieme, raccontano un passaggio delicato per il sistema trasfusionale locale.

Un equilibrio da difendere nella Marca

Il presidente provinciale Paolo Zanatta ha richiamato la necessità di non considerare separatamente i due andamenti. Per Avis Treviso la priorità resta conservare l'autosufficienza sul sangue, risultato raggiunto nel territorio e da proteggere con una programmazione attenta delle donazioni in base ai bisogni effettivi.

Allo stesso tempo, l'aumento del plasma viene indicato come una direzione da consolidare. Il plasma è infatti centrale per la produzione di medicinali destinati a pazienti con emofilia, immunodeficienze, patologie neurologiche severe e altre condizioni che richiedono terapie specifiche.

Perché aumentare il plasma non è automatico

La crescita registrata nel 2026, pur positiva, non basta da sola. La plasmaferesi richiede infatti tempi più lunghi rispetto alla donazione tradizionale: in media tra 45 e 60 minuti, contro circa un quarto d'ora per il sangue intero. Questo incide sulla disponibilità degli appuntamenti e sulla capacità operativa dei servizi.

Proprio per questo Avis Provinciale Treviso sta confrontandosi con Ulss 2 sulla necessità di rendere la rete più adatta alla domanda dei donatori. Tra i punti indicati ci sono un rafforzamento del personale, una dotazione adeguata di apparecchiature e una maggiore offerta di prenotazioni, compresi i fine settimana.

Gli spazi per donare, viene sottolineato, sono già stati ampliati. Tuttavia il passaggio verso una raccolta più consistente di plasma dovrà procedere senza strappi, per evitare squilibri e mantenere sostenibile l'intero sistema.

La giornata di Valdobbiadene e il richiamo alla collaborazione

La mattinata al Tempio Internazionale del Donatore si è aperta con la sfilata dei labari e con la celebrazione religiosa accompagnata dal gruppo Canto di Visnadello. Alla cerimonia hanno partecipato anche il vicesindaco di Valdobbiadene Pierantonio Geronazzo, il presidente dell'Odv Tempio Gino Foffano, il consigliere di Avis Nazionale Maurizio Bonotto e il consigliere di Avis Regionale Bernardino Spaliviero.

Nel corso dell'incontro è stato ribadito che sangue e plasma non sono in concorrenza, ma rispondono a necessità diverse e complementari. Zanatta ha anche richiamato le difficoltà registrate in questi giorni in alcune aree d'Italia per la disponibilità di sangue 0 positivo, evidenziando quanto sia importante una redistribuzione rapida delle eventuali eccedenze tra territori.

Da Valdobbiadene arriva quindi un messaggio molto concreto per la sanità trevigiana: servono continuità nelle donazioni, capacità di programmazione e una rete organizzativa in grado di sostenere il maggiore ricorso al plasma senza perdere la tenuta sul sangue intero.

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