Trecenta, rientra in ditta e trova un intruso nel capannone: 32enne fermato dopo la fuga

Nel Rodigino un imprenditore sorprende un uomo dentro l’azienda. Recuperati utensili già raccolti, arresto convalidato dal tribunale di Rovigo.

21 luglio 2026 11:41
Trecenta, rientra in ditta e trova un intruso nel capannone: 32enne fermato dopo la fuga -
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Nel pieno della pausa pranzo, in un’azienda di Trecenta, il rientro del titolare ha interrotto quello che secondo la ricostruzione dei carabinieri era un furto ormai quasi pronto. Dentro al capannone c’era un uomo che aveva già radunato diversi utensili da lavoro, poi lasciati a terra nel tentativo di scappare.

Il fatto è avvenuto nel Polesine e ha portato all’arresto in flagranza di un 32enne, cittadino di origini marocchine residente nel Mantovano. L’accusa contestata è tentato furto aggravato. L’uomo, inoltre, risultava destinatario del divieto di dimora in tutta la provincia di Rovigo.

Il rientro del proprietario cambia la scena

Secondo quanto emerso, il proprietario dell’azienda si era assentato temporaneamente lasciando gli accessi accostati ma non chiusi a chiave. Quando è stato avvisato di quanto stava succedendo, è tornato sul posto e si è trovato davanti l’intruso all’interno del capannone.

Per allontanarlo avrebbe impugnato una pala. A quel punto il 32enne avrebbe rinunciato a portare via il materiale già raccolto, provando invece a guadagnare l’uscita e a superare la recinzione dell’area.

La segnalazione partita dalla strada

Il primo allarme era arrivato poco prima grazie a un passante che si trovava nella zona con un trattore. L’uomo avrebbe notato una persona mentre oltrepassava la recinzione dell’azienda e ha contattato i carabinieri.

Nel frattempo, sempre in base alla ricostruzione dell’Arma, il sospettato era già riuscito a entrare nello stabile e a muoversi tra capannone e uffici.

Utensili pronti e danni negli uffici

Dentro una borsa della spesa erano stati messi tre trapani, due avvitatori, una mola a disco e una latta d’olio, per un valore stimato attorno ai mille euro. Il materiale è stato poi recuperato dai militari durante il sopralluogo.

Negli uffici è stata trovata anche una macchina del caffè divelta e danneggiata. Il danno, in questo caso, è stato quantificato in circa 5 mila euro. I locali si presentavano in disordine, elemento che ha contribuito alla ricostruzione dell’accaduto.

La fuga finisce vicino alla recinzione

Il tentativo di allontanarsi è durato poco. In un primo momento l’uomo avrebbe cercato di superare il muro di cinta, poi avrebbe cambiato direzione puntando verso un tratto protetto dal filo spinato.

Proprio mentre cercava di uscire dall’area si sarebbe procurato alcuni graffi a una gamba. Poco dopo è stato raggiunto e bloccato dai carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Castelmassa, arrivati in azienda dopo la segnalazione.

Video e controlli al centro degli accertamenti

Dopo il fermo, i militari hanno eseguito una perquisizione personale, che non ha portato al ritrovamento di refurtiva o arnesi da scasso. Il controllo è stato successivamente convalidato dalla Procura di Rovigo.

Un ruolo importante negli accertamenti lo hanno avuto anche le immagini dell’impianto di videosorveglianza aziendale. Le registrazioni, visionate dai carabinieri, avrebbero consentito di ricostruire l’ingresso nell’area, i movimenti all’interno e il successivo tentativo di fuga.

La decisione del tribunale di Rovigo

Al termine delle verifiche, il 32enne è stato arrestato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. È stato trattenuto nelle camere di sicurezza in attesa dell’udienza di convalida.

Il giorno seguente il Tribunale di Rovigo ha convalidato l’arresto, disponendo l’obbligo di dimora nel comune di residenza e la presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria competente. Al termine dell’udienza è stata ordinata la liberazione dell’indagato, mentre il procedimento resta nella fase delle indagini e le eventuali responsabilità dovranno essere definite in via definitiva.

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