Tragedia in laguna, la madre di Gabriella atterra a Venezia: «Per me se ne sono andati in due»
La donna è arrivata dal Brasile con l’altra figlia dopo la notizia ricevuta durante il viaggio. Intanto proseguono gli approfondimenti sull’incidente costato la vita a Gabriella e Sean.
Il viaggio verso Venezia si è trasformato in un percorso di lutto ancora prima dell’atterraggio. La madre di Gabriella Querino, arrivata dal Brasile insieme all’altra figlia, ha raggiunto il Marco Polo con addosso il peso di una doppia perdita: quella della giovane e quella di Sean Michieli, marito di Gabriella, morto nello stesso incidente in laguna.
La frase pronunciata all’arrivo riassume il dolore di queste ore: per lei non è scomparsa soltanto una figlia, ma anche quel ragazzo entrato nella famiglia come un altro figlio. Le due donne hanno appreso la notizia del ritrovamento mentre erano ancora in viaggio, durante lo scalo a Parigi, dopo ore di attesa e apprensione.
Il ritrovamento dopo giorni di ricerche
Il corpo di Gabriella è stato individuato nella zona di Campalto, nel tratto d’acqua che porta verso l’aeroporto, a circa due chilometri dal punto in cui è avvenuto lo scontro. La giovane risultava dispersa da sabato, quando il barchino su cui si trovava con Sean è entrato in collisione con un taxi acqueo.
Le ricerche sono andate avanti per tre giorni. Al momento del recupero, Gabriella indossava abiti da pesca; dai primi riscontri sarebbero emerse lesioni compatibili con l’impatto. Su entrambi i corpi la Procura di Venezia ha disposto l’autopsia, passaggio ritenuto necessario per definire con precisione le cause del decesso.
Il dolore della famiglia arrivata dal Brasile
L’arrivo a Venezia della madre e della sorella di Gabriella è stato reso possibile grazie a una raccolta di fondi organizzata per consentire loro di partire in tempi rapidi. Tra i contributi c’è stato anche quello della famiglia Michieli, coinvolta a sua volta in un lutto che ha colpito due nuclei familiari legati dalla stessa tragedia.
Le parole della madre di Gabriella, pronunciate dopo l’atterraggio, danno la misura di quanto accaduto. Nel suo racconto, la perdita di Sean non è separata da quella della figlia: le due morti vengono vissute come un unico strappo, maturato nel giro di poche ore e diventato definitivo proprio mentre stava raggiungendo il Veneto.
Gli elementi al vaglio degli investigatori
Parallelamente al dolore delle famiglie, prosegue il lavoro per chiarire come si sia verificato lo scontro in laguna. Il conducente del taxi acqueo, 38 anni, veneziano, risulta indagato per omicidio nautico.
La ricostruzione fin qui disponibile poggia anche sulle dichiarazioni dello stesso tassista, che avrebbe riferito di non essersi accorto del barchino mentre questo attraversava il canale di Tessera. Gli investigatori stanno cercando di raccogliere ulteriori testimonianze, in particolare quelle dei due cittadini americani che viaggiavano sul taxi.
Tra gli aspetti da approfondire ci sono l’andatura dell’imbarcazione, possibili errori nelle manovre e la verifica delle luci di navigazione. Sono elementi centrali per ricostruire con esattezza ciò che è successo in uno dei tratti d’acqua più trafficati dell’area veneziana.
Per Venezia e per la sua laguna resta una vicenda che unisce il dramma umano agli interrogativi sulla sicurezza della navigazione. Mentre la città accoglie i familiari arrivati da lontano per l’ultimo saluto, l’inchiesta dovrà dare risposte su un incidente che ha spezzato due giovani vite.