Thiene, una serata al San Gaetano per rileggere il sisma del Friuli: in sala “Mandi Fradis” con gli autori
Il 18 novembre alle 20.30 proiezione con i registi Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon presenti in sala.
Il 18 novembre alle ore 20.30 arriva al Cinema San Gaetano di Thiene (VI) Madi Fradis, il documentario scritto e diretto da Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon, che saranno presenti in sala durante la proiezione. Prodotto e distribuito da Cineblend, il documentario è dedicato al terremoto del Friuli del 1976 e alla straordinaria mobilitazione che seguì alla tragedia. L’evento è organizzato in collaborazione con il Gruppo Alpini di Thiene.
Il documentario e la memoria del Friuli
Dopo il grande successo dell’anteprima nazionale, Mandi Fradis inizia così il suo percorso nelle sale, portando con sé una storia che appartiene alla memoria del Friuli ma che parla a tutto il Paese. Attraverso le voci di chi visse direttamente quei giorni, il documentario racconta la devastazione provocata dal terremoto e, allo stesso tempo, la risposta di una comunità capace di trasformare il dolore in solidarietà, soccorso e ricostruzione.
Sono quarantasette le testimonianze raccolte nel film tra civili, Alpini e Volontari che furono protagonisti di quelle giornate. Un racconto corale nel quale trova spazio anche la storia di figure come Piera Patat e Livio Jacob, fondatori della Cineteca del Friuli, e che restituisce il valore di quella mobilitazione che contribuì alla nascita della Protezione Civile.
Mandi Fradis è realizzato con il contributo dell’Associazione Nazionale Alpini e con la collaborazione della Cineteca del Friuli, custode di gran parte dei materiali d’archivio che costituiscono il tessuto documentale del film. L’opera vede inoltre il sostegno della Protezione Civile della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il Patrocinio del Comune di Gemona del Friuli e il supporto di Distilleria Nardini, Ferramenta Brunello e Buona Visione.
Mandi Fradis è il commovente documentario scritto e diretto da Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon che, nel raccontare quei drammatici giorni del terremoto del Friuli del 1976 direttamente attraverso la voce di chi li ha vissuti, ha voluto mettere in luce - oltre all’indubbio e bellissimo coraggio della commozione - quei valori della solidarietà e della fratellanza che hanno fatto incontrare fra le macerie persone accorse da tutta Italia sia per i primi soccorsi che per la ricostruzione. E hanno permesso di far nascere dalla devastazione il fiore della Protezione Civile: che è una risorsa nata proprio in quel contesto e che è un frutto prezioso fino ai nostri giorni. “Uno dei regali che ci siamo portati da questo documentario - hanno spiegato i due registi - è stato scoprire come ricordare non significhi guardare al passato, ma piuttosto quali valori vogliamo portare con noi nel futuro.”
Le testimonianze e Toni Capuozzo
Prodotto e distribuito da Cineblend, il documentario è costruito - oltre che sulla voce narrante del giornalista Toni Capuozzo - sulle quarantasette testimonianze dei civili che hanno vissuto il terremoto sulla loro pelle, dei tantissimi Alpini e Volontari protagonisti di quelle giornate. E di figure, come quella di Piera Patat e Livio Jacob, fondatori della Cineteca del Friuli.
Il documentario è stato realizzato, oltre che con il contributo dell'Associazione Nazionale Alpini con la collaborazione della Cineteca del Friuli che è custode di gran parte dei materiali d'archivio che costituiscono il tessuto documentale del film. Con il sostegno della Protezione Civile Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia. Con il Patrocinio del Comune di Gemona del Friuli. E vede il supporto della Distilleria Nardini, della Ferramenta Brunello e di Buona Visione.