Terme Euganee, nuovo pacchetto dalla Regione: fondi per la promozione e più margine per le cure convenzionate
Ad Abano il confronto con operatori e categorie economiche: previsti 4,5 milioni in tre anni per Terme e Colli e un incremento dei budget sanitari dal 2026
Per il bacino termale euganeo si apre una fase che mette insieme promozione turistica e tenuta del comparto sanitario legato alle cure. Ad Abano Terme la Regione ha annunciato un intervento su due fronti: da una parte risorse dedicate all'immagine e al posizionamento dell'area dei Colli e delle terme, dall'altra un aumento dei limiti di spesa per le prestazioni convenzionate a partire dal 2026.
Il quadro economico illustrato nell'incontro con Federalberghi Terme Abano Montegrotto e con le categorie del territorio prevede 4,5 milioni di euro in tre anni per il marketing della destinazione, cioè 1,5 milioni all'anno, più un'integrazione vicina al milione per adeguare del 5% i tetti relativi alle cure termali in convenzione.
Una risposta a un nodo che si ripete ogni anno
Il punto più immediato per strutture e utenti riguarda proprio le prestazioni termali. Negli ultimi anni, secondo quanto emerso durante il confronto, le disponibilità economiche per fangoterapia e cure inalatorie tendevano a esaurirsi già in autunno, lasciando scoperta una parte della domanda.
L'incremento previsto dalla Regione punta quindi ad allargare quel margine. La misura utilizza la possibilità prevista dall'ultimo accordo Stato-Regioni e dovrebbe tradursi, dal prossimo anno, in una maggiore capacità di risposta per un settore che ad Abano e Montegrotto ha un peso diretto sulla vita economica locale.
Il piano per rilanciare Terme e Colli
Il secondo capitolo riguarda la promozione. L'idea illustrata nel vertice è quella di costruire un programma stabile, non limitato a iniziative isolate, per rafforzare la riconoscibilità dell'area termale e dei Colli Euganei. L'obiettivo è lavorare sul marchio della destinazione e renderlo più competitivo anche fuori dai confini italiani.
All'incontro di Abano erano presenti il presidente della Regione Alberto Stefani, l'assessore Filippo Giacinti, che ha ricevuto una delega specifica sul marketing territoriale di Terme e Colli, ed Elisa Venturini, assessore con delega alle Acque termali. Il confronto ha coinvolto anche il presidente di Federalberghi Veneto Massimiliano Schiavon, che ha richiamato la necessità di decisioni rapide per un mercato turistico sempre più veloce.
Nel ragionamento impostato dalla Regione, il comprensorio euganeo viene considerato come una destinazione con caratteristiche proprie, diversa da altri poli turistici veneti. Per questo il lavoro dovrebbe passare da strumenti di comunicazione digitale, narrazione esperienziale e da una definizione più chiara dell'identità territoriale.
Ricerca, benessere e nuova immagine del distretto
Nel dibattito è stato richiamato anche il contributo del Centro Studi Termali Pietro D'Abano, indicato come uno dei punti di riferimento per il supporto scientifico sulle proprietà delle cure termali. Tra i temi messi sul tavolo c'è la possibilità di accompagnare la promozione con progettualità più ampie, compresi eventuali canali di finanziamento europei legati alla ricerca.
La direzione indicata dagli operatori è quella di un piano condiviso tra pubblico e privato che aggiorni il racconto delle Terme Euganee: non solo soggiorno tradizionale, ma anche prevenzione, movimento, alimentazione, benessere e percorsi orientati alla longevità. Un cambio di prospettiva che per il territorio padovano può incidere sul modo in cui la destinazione si presenta ai nuovi visitatori.
Il peso economico dell'area termale
Il confronto di Abano si inserisce in un contesto che resta centrale per l'economia locale. Federalberghi Terme Abano Montegrotto rappresenta infatti le imprese termo-alberghiere del bacino euganeo, un sistema che conta circa 5 mila addetti, 3 milioni di presenze all'anno e un giro d'affari complessivo stimato attorno ai 400 milioni di euro.
Tra i fattori considerati strategici c'è anche la sostenibilità, indicata dalla Regione come leva sempre più rilevante per l'attrattività turistica. In una fase in cui il distretto cerca nuovi strumenti per consolidarsi, le risorse annunciate vengono lette dagli operatori come un passaggio concreto: servono ora tempi e scelte capaci di trasformare gli stanziamenti in risultati misurabili per Abano, Montegrotto e l'intera area dei Colli.