Studenti veneti chiamati a raccontare il futuro: al via il Premio Giorgio Lago Juniores 2027
Concorso aperto ai maturandi di Veneto e Friuli Venezia Giulia: al centro il rapporto tra giovani, territorio e scelta di partire o restare.
Per migliaia di ragazzi dell’ultimo anno delle superiori, la domanda è già concreta: costruire il proprio percorso qui oppure cercare spazio altrove. Da questo nodo, molto sentito anche in Veneto, prende forma il Premio Giorgio Lago Juniores 2027, che ha aperto il nuovo bando dal 1° ottobre 2026.
L’iniziativa si rivolge agli studenti delle classi finali delle scuole secondarie di secondo grado di Veneto e Friuli Venezia Giulia e propone una traccia che intreccia attualità, territorio e aspirazioni personali: “Giovani al bivio: restare o lasciare il Nordest?”. Gli elaborati dovranno arrivare entro il 28 febbraio 2027.
Il concorso è promosso dall’Associazione Amici di Giorgio Lago e punta a far emergere nuove voci interessate al giornalismo, chiedendo ai partecipanti di misurarsi con un articolo costruito con metodo, attenzione alle fonti e capacità di lettura dei fenomeni sociali.
Un tema che tocca da vicino il Veneto
La questione scelta per l’edizione 2027 riguarda da vicino anche il territorio veneto, dove il confronto tra opportunità locali e prospettive fuori regione o all’estero è sempre più presente tra i giovani. Agli studenti viene chiesto di sviluppare un testo giornalistico di massimo 3.000 battute, partendo da dati, testimonianze e osservazione della realtà.
Tra gli elementi richiamati dagli organizzatori ci sono anche i numeri più recenti sull’emigrazione giovanile. Nel 2025, secondo i dati citati nella presentazione del premio, circa 56 mila italiani espatriati provenivano dal Nord e il Nordest ha inciso per il 21,8% delle partenze. In questo quadro il Veneto, con circa 11 mila espatri, risulta secondo in Italia dopo la Lombardia.
Il fenomeno colpisce in particolare le fasce più giovani: oltre un terzo delle partenze registrate nel 2025 ha riguardato persone tra i 25 e i 34 anni. Tra queste, 18 mila erano in possesso di una laurea o di un altro titolo di studio terziario.
Borse di studio e percorso formativo
Per i primi tre classificati sono previste borse di studio da 1.500, 1.250 e 1.000 euro, pensate come sostegno al successivo percorso universitario. Ai vincitori sarà inoltre garantito l’accesso gratuito al corso della Scuola di giornalismo “Dino Buzzati” dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto, diretta da Tiziano Graziottin.
Un riconoscimento è previsto anche per gli istituti scolastici dei tre premiati, che riceveranno complessivamente 1.000 euro ex aequo da destinare a progetti formativi. La cerimonia conclusiva è fissata per il 15 aprile 2027 al Museo di Santa Caterina, a Treviso.
A valutare i lavori sarà una giuria composta da tredici nomi del mondo dell’informazione e della cultura: Marco Almagisti, Elisa Billato, Fabrizio Brancoli, Andrea Buoso, Sergio Frigo, Francesco Jori, Danilo Guerretta, Massimo Mamoli, Roberto Papetti, Edoardo Pittalis, Antonella Prigioni, Alessandro Russello e Marino Smiderle.
Il laboratorio nelle scuole continua
Accanto al premio prosegue anche il Percorso di giornalismo in classe, organizzato con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto e in collaborazione con Fondazione Nord Est. Dal 2023 il progetto ha coinvolto più di 2.500 studenti tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.
Il laboratorio, gratuito e della durata di due ore, viene attivato direttamente negli istituti che ne fanno richiesta. Prevede la presentazione del concorso, un modulo dedicato alla scrittura giornalistica e un confronto con un testimonial, con attenzione alla selezione delle notizie, alla costruzione del pezzo, all’uso corretto delle fonti e alla verifica delle informazioni.
La partecipazione a questo percorso resta separata da quella al concorso, ma rappresenta un’occasione ulteriore per le scuole venete interessate a portare in classe un lavoro pratico sull’informazione e sul racconto del territorio. L’edizione 2027 del premio è realizzata con il Comune di Treviso, il Centro Studi Regionali Giorgio Lago dell’Università degli Studi di Padova, Azimut e Tao Technologies, con il sostegno di una rete di enti istituzionali del Veneto.