Sottomarina, il bar colpito ancora: dopo il quarto furto il titolare affigge un appello ai responsabili

Al Bar Mora di via San Marco spariscono di nuovo attrezzature e merce. Il gestore sceglie un messaggio pubblico: «Se hai bisogno di soldi, posso darti lavoro».

05 settembre 2026 01:06
Sottomarina, il bar colpito ancora: dopo il quarto furto il titolare affigge un appello ai responsabili -
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Non solo il danno economico, ma la sensazione di essere finiti in un bersaglio fisso. A Sottomarina il Bar Mora, in via San Marco, ha subito un nuovo colpo e per il titolare Matteo Boscolo Bragadin il conto dei furti denunciati nell’ultimo anno è arrivato a quattro.

Questa volta la reazione non è stata soltanto quella di rimettere in ordine il locale e quantificare le perdite. Il gestore ha scelto di esporre un cartello, dentro e fuori dall’attività, rivolgendosi direttamente a chi è entrato nel bar per rubare.

Nel messaggio, dal tono insieme amaro e provocatorio, Boscolo Bragadin scrive: «Ti ricompro l’affettatrice. Se io non lavoro, tu non troverai più nulla da rubare. Se ti servono soldi, posso offrirti un lavoro».

Un’attività già colpita più volte

Per il locale di Sottomarina non si tratta di un episodio isolato. Il nuovo raid si inserisce infatti in una serie di intrusioni che, nell’arco di dodici mesi, hanno messo ripetutamente in difficoltà l’attività.

Tra gli oggetti portati via c’è ancora una volta un’affettatrice, strumento essenziale per il lavoro quotidiano del bar. Quella rubata era stata acquistata lo scorso maggio, dopo che un’altra era già sparita in un precedente furto avvenuto a settembre.

Il peso dell’ennesimo colpo, quindi, non riguarda soltanto la merce sottratta, ma anche la necessità di sostituire attrezzature indispensabili per poter continuare a lavorare con regolarità.

Cosa è stato portato via dal locale

Oltre all’affettatrice, dal Bar Mora sono spariti anche prodotti di valore più contenuto ma comunque indicativi del passaggio dei ladri nel locale: gelati, caramelle dall’espositore sul bancone e una bottiglia di whisky.

Un dettaglio notato all’apertura ha attirato l’attenzione del titolare: il congelatore era rimasto aperto. Quando è arrivato nel bar, il ghiaccio non si era ancora sciolto del tutto, elemento che farebbe pensare a un’incursione avvenuta non molto tempo prima.

La scelta di parlare ai ladri con un cartello

Dopo quattro episodi in un anno, Boscolo Bragadin ha deciso di rendere pubblica la propria esasperazione con un appello insolito, trasformando la rabbia in un messaggio diretto. Non una semplice protesta, ma una frase che richiama anche il tema del lavoro come alternativa al furto.

Il cartello esposto nel bar è diventato così la risposta del commerciante a una situazione che considera ormai insostenibile. Il senso del messaggio è chiaro: senza la possibilità di lavorare, il locale non avrà più nulla da perdere, né da offrire.

Verso una nuova denuncia ai Carabinieri

Il titolare ha annunciato l’intenzione di formalizzare ai Carabinieri una nuova denuncia, la quarta legata ai furti subiti dalla sua attività. Un passaggio che conferma quanto la vicenda si stia trascinando nel tempo, con ripercussioni concrete sull’attività commerciale.

Boscolo Bragadin non ha voluto aggiungere dettagli su eventuali elementi utili all’identificazione dei responsabili, compresa l’ipotesi di un mezzo usato per il colpo. Ha spiegato che ogni informazione eventualmente raccolta sarà valutata dalle forze dell’ordine secondo le verifiche del caso.

Nel frattempo, a Sottomarina resta l’amarezza per una sequenza di furti che colpisce un’attività di quartiere e alimenta il malcontento tra i commercianti della zona, costretti a convivere con danni ripetuti e spese che si sommano di mese in mese.

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