Procedure di gestione e smaltimento dei rifiuti di amianto

Smaltimento amianto: procedure, rischi e normative per una bonifica sicura e a norma.

02 aprile 2026 07:04
Procedure di gestione e smaltimento dei rifiuti di amianto -
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L’amianto è stato ampiamente utilizzato come materiale da costruzione fino agli inizi degli anni Novanta, ma oggi rappresenta un problema per la salute pubblica. Come smaltirlo e quali procedure adottare per una corretta gestione dei rifiuti nocivi?

Lo smaltimento è un’attività necessaria ed indispensabile, data la natura fibrosa di questo minerale silicato. Un materiale presente nelle coperture dei capannoni, nelle canne fumarie, nelle coibentazioni delle vecchie caldaie e nei cassoni idrici.

Finché l’amianto resta integro, le fibre tossiche rimangono intrappolate nei conglomerati cementizi. Tuttavia, gli agenti atmosferici sfaldano le superfici delle lastre e liberano le microparticelle che le persone possono inalare senza accorgersene.

Ecco i principali punti emersi durante la conferenza regionale sull’amianto dedicata ai protocolli operativi e alle procedure di smaltimento. Operazioni da attuare per la messa in sicurezza dei luoghi pubblici perché solo tramite l’eliminazione delle fonti di inquinamento si possono tutelare i cittadini.

Le procedure operative di sicurezza per la bonifica dell’amianto

I protocolli di rimozione seguono delle direttive molto rigide perché non si possono disperdere le polvere durante gli interventi di bonifica. Prima di svitare i bulloni di fissaggio, gli operatori devono trattare le superfici con dei fissativi colorati che bloccano le fibre sulle lastre, prima delle successive operazioni.

Le procedure di rimozione vengono gestite con l’ausilio delle Big Bags realizzate in tessuto di polipropilene. Questi sacchi vengono utilizzati per la movimentazione dei residui pericolosi perché possiedono una notevole resistenza e una considerevole capienza.

Le Big Bags possono stoccare e trasportare grandi quantità di materiali sfusi dai cantieri agli impianti autorizzati. I contenitori dispongono di una fodera interna ed una chiusura ermetica per la tenuta stagna per la conservazione temporanea dei contenuti tossici.

Così i frammenti di amianto prelevati sui tetti vengono depositati seduta stante negli appositi sacchi, dove le particelle non possono fuoriuscire per via della sigillatura immediata applicata dagli operatori specializzati sulla bocca di carico.

I protocolli di smaltimento dei residui di amianto raccolti nei cantieri

I rifiuti pericolosi vengono sigillati e identificati con delle specifiche etichette, prima della partenza verso la destinazione finale predestinata. La movimentazione è affidata soltanto a ditte iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali in possesso di automezzi autorizzati.

Quest’operazione richiede l’impiego di contenitori flessibili e dall’ampia portata perché i trasporti devono avvenire in totale sicurezza. Ecco come vengono contattati i fornitori in grado di provvedere all’approvvigionamento di sacconi omologati per la gestione di residui nocivi.

L’ampio catalogo disponibile online all’indirizzo https://www.venber.it/bonifica-amianto/attrezzatura-per-la-bonifica-amianto/bigbags/ offre una valida panoramica sulle Big Bags a disposizione degli operatori specializzati nelle fasi di stoccaggio e smaltimento.

Questi contenitori trasportano i rifiuti nelle discariche autorizzate, dove vengono depositati in settori isolati. Anche i sacchi finiscono nelle celle sotterranee sigillate da strati di argilla e teli impermeabili.

In alcuni casi, le lastre di amianto vengono trasformate in strutture cristalline tramite dei processi di inertizzazione chimica o termica. Così si possono rendere innocui i resti che soddisfano i requisiti indicati dal Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR).

Un documento che attesta il corretto smaltimento perché l’amianto è una materiale pericoloso, data la conformazione e l’elevata tossicità delle fibre. Con gli attestati riservati alle operazioni di bonifica i proprietari dimostrano alle autorità competenti l’avvenuta rimozione delle lastre dalle coperture degli edifici.

I rischi per l’organismo e gli obiettivi delle bonifiche

Le fibre dell’amianto si conficcano nei tessuti interni dei polmoni perché possiedono delle punte microscopiche. Ecco perché l’organismo non riesce ad espellere questi corpi estranei inalati in maniera accidentale.

Solo col passare tempo emergono le infiammazioni croniche che possono tramutarsi in gravi patologie perché le diagnosi tendono ad arrivare dopo diversi anni dall’avvenuta esposizione. Un problema che richiede la tempestiva individuazione di un tetto contenente amianto tramite l’analisi visiva di alcuni segnali.

Nella maggior parte dei casi, le lastre sospette hanno delle forme ondulate e un colore grigio opaco. Eppure, solo delle analisi effettuate in laboratorio possono confermare o smentire la presenza del minerale silicato.

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