Sicurezza negli uffici postali trevigiani, la rete cresce: 185 sedi coperte e oltre 700 telecamere
Nel Trevigiano Poste Italiane rafforza il presidio di uffici e Postamat con controllo continuo, barriere dedicate e sistemi antintrusione collegati alla centrale operativa.
Nel Trevigiano la sicurezza della rete postale passa da numeri ormai strutturali: 185 uffici, 112 Postamat e le altre sedi di Poste Italiane vengono protetti ogni giorno da un insieme di tecnologie che punta a ridurre i rischi per utenti e personale.
Il quadro diffuso dall'azienda parla di 750 telecamere installate sul territorio provinciale, 193 sistemi antintrusione e 169 impianti di videosorveglianza. Una dotazione che riguarda non solo gli sportelli aperti al pubblico, ma l'intera organizzazione locale delle sedi.
Controllo continuo dalla centrale operativa
I dispositivi presenti negli uffici della provincia fanno capo alla Control Room di Milano, attiva senza interruzioni durante tutto l'anno. Da lì gli operatori seguono in tempo reale ciò che accade nella rete aziendale e forniscono supporto quando emerge una situazione da gestire rapidamente.
Accanto alla componente tecnologica resta decisivo il lavoro delle persone: operatori, supervisor e tecnici specializzati si occupano del presidio e della manutenzione degli apparati, sia ordinaria sia straordinaria, per mantenere efficiente il sistema di protezione.
Secondo Stefano Pongan, responsabile di Tutela Aziendale dell'Area Nord Est, la Security Room ha un ruolo strategico per la protezione fisica delle sedi di Poste Italiane in provincia di Treviso. Pongan sottolinea che il monitoraggio costante delle possibili minacce si accompagna a strumenti sempre più avanzati, con l'intelligenza artificiale utilizzata come supporto e non in sostituzione del fattore umano.
Le soluzioni adottate anche per i Postamat
Tra le misure introdotte negli uffici figurano anche dispositivi pensati per contrastare gli assalti agli sportelli automatici. Nei Postamat è stata installata la cosiddetta “ghigliottina”, una barriera blindata studiata per impedire l'inserimento di esplosivi.
In altri casi sono presenti le “gabbie”, sistemi che servono a contenere gli effetti di eventuali deflagrazioni. Si tratta di accorgimenti che rientrano in una strategia più ampia di prevenzione, costruita per rendere più complessa l'azione dei malintenzionati.
Il quadro veneto e il peso della provincia di Treviso
I dati provinciali si inseriscono in una rete più ampia che riguarda tutto il Veneto. Nella regione sono attivi 1.451 impianti antintrusione, 1.007 impianti di videosorveglianza e 4.452 telecamere a tutela degli uffici postali e delle altre strutture aziendali.
Nel bilancio complessivo dell'area del Nord Est rientrano anche il Friuli Venezia Giulia, con 460 impianti antintrusione, 364 sistemi di videosorveglianza e 1.361 telecamere, e il Trentino-Alto Adige, dove si contano 423 impianti antintrusione, 306 impianti di videosorveglianza e 1.138 telecamere.
La copertura interessa nel complesso 1.052 sportelli automatici Postamat e 2.334 sedi, incluse le strutture direzionali dei capoluoghi e i grandi centri di smistamento di Treviso e Verona. Per il territorio trevigiano, dunque, il rafforzamento della sicurezza resta uno dei tasselli centrali nella gestione quotidiana dei servizi postali.