Sicurezza al Pronto soccorso di Padova, Forza Nuova rilancia la richiesta di una presenza stabile delle forze dell’ordine
Dopo i nuovi episodi segnalati in ospedale, il movimento interviene con una nota: solidarietà agli operatori e richiesta di controlli continuativi nei reparti di emergenza.
Il tema della sicurezza nei reparti di emergenza torna al centro del dibattito a Padova dopo le recenti aggressioni segnalate al Pronto soccorso. A intervenire questa volta è Forza Nuova Padova, che ha diffuso una presa di posizione chiedendo misure immediate a tutela di medici, infermieri e personale sanitario.
Nel documento, il movimento sostiene che chi lavora ogni giorno nell’emergenza ospedaliera non possa essere lasciato senza adeguate garanzie. La richiesta principale riguarda l’istituzione di presidi permanenti delle forze dell’ordine all’interno dei Pronto soccorso, attivi durante tutta la giornata.
La richiesta avanzata da Forza Nuova Padova
La dichiarazione porta la firma di Diego Perin, coordinatore provinciale del movimento. Nella nota, Perin esprime vicinanza agli operatori coinvolti e sostiene che lavorare in un reparto di emergenza non debba significare esporsi a rischi continui mentre si assiste chi arriva in ospedale.
Tra i punti indicati compaiono una linea definita di tolleranza zero nei confronti di chi aggredisce il personale sanitario, sanzioni ritenute severe e certe e una presenza delle forze dell’ordine estesa 24 ore su 24 nei reparti più esposti.
Secondo quanto riportato nel testo diffuso da Forza Nuova, le istituzioni non avrebbero finora dato una risposta sufficiente a chi garantisce il funzionamento quotidiano della sanità. Perin collega inoltre gli episodi avvenuti a un contesto più generale di insicurezza.
La nota politica e il secondo passaggio diffuso nella stessa comunicazione
Nella comunicazione inviata alla stampa, Forza Nuova Padova ribadisce di voler continuare a intervenire pubblicamente sul tema della protezione del personale ospedaliero, indicando il caso del Pronto soccorso padovano come un fronte che richiede attenzione costante.
La stessa email contiene anche un secondo testo, sempre attribuito a Diego Perin e datato 1 ottobre 2026 alle 17.21, che richiama un episodio avvenuto in ambito scolastico a Padova. In quel passaggio il movimento sviluppa una posizione politica sull’immigrazione, sull’uso della lingua italiana e sulle politiche di accoglienza, con riferimenti anche al decreto flussi.
Nello stesso materiale vengono inoltre citate iniziative precedenti dei militanti veneti del movimento, compreso un riferimento a un’azione del 2003 negli studi di Telenuovo. La comunicazione si chiude infine con slogan politici rivolti contro l’Islam a Padova, in Veneto, in Italia e in Europa.
Resta così aperto, anche sul piano politico locale, il confronto su come rafforzare la sicurezza nei luoghi di cura, a partire da reparti dove la pressione quotidiana sul personale sanitario continua a essere molto alta.