Sicurezza a scuola, il Veneto pesa per il 12% delle denunce: crescono gli infortuni tra gli studenti

Nei dati INAIL dei primi otto mesi del 2026 aumentano le segnalazioni a livello nazionale. Il CNDDU sollecita verifiche più incisive negli istituti.

11 ottobre 2026 23:11
Sicurezza a scuola, il Veneto pesa per il 12% delle denunce: crescono gli infortuni tra gli studenti -
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Il Veneto compare tra le regioni con il numero più alto di denunce di infortunio che riguardano gli studenti. Nei primi otto mesi del 2026, secondo il quadro diffuso dall'INAIL, la nostra regione raccoglie il 12% delle segnalazioni nazionali, collocandosi dietro Lombardia ed Emilia-Romagna e davanti al Piemonte.

Il dato regionale si inserisce in un aumento complessivo che riporta al centro il tema della sicurezza negli ambienti scolastici. Tra gennaio e agosto le denunce presentate in Italia sono state 52.849, mentre nello stesso periodo del 2025 erano state 50.232. Nello stesso confronto salgono anche i casi mortali denunciati: 12 contro 7.

Il quadro nazionale e il peso del Veneto

La fotografia resa nota il 9 ottobre dall'INAIL viene letta con attenzione anche per il suo riflesso sui territori. Se la Lombardia concentra quasi un quarto delle segnalazioni complessive, il Veneto rappresenta una quota significativa del totale nazionale, pari appunto al 12%.

Le rilevazioni, indicate come provvisorie, mostrano inoltre che circa tre denunce su quattro riguardano alunni e studenti con meno di 15 anni. Un elemento che sposta l'attenzione soprattutto sulle scuole frequentate dai più giovani, dove la prevenzione deve misurarsi con spazi, attività quotidiane e organizzazione interna.

Quasi tutti gli episodi denunciati si verificano durante la normale vita scolastica: il 97% avviene infatti nel corso delle attività svolte negli istituti, mentre una quota molto più ridotta, il 3%, è legata agli spostamenti casa-scuola o viceversa.

Non solo alternanza: cosa dicono i numeri

Nel conteggio figurano anche i percorsi di formazione scuola-lavoro, per i quali l'INAIL registra 624 denunce, con un forte calo rispetto al 2025, pari al 49% in meno. Ma il dato sui 12 decessi denunciati non va letto come automaticamente riferito a quell'ambito specifico.

Il riferimento, infatti, riguarda l'insieme della popolazione studentesca assicurata. È un passaggio importante, perché evita semplificazioni e impone di guardare alla sicurezza scolastica in modo più ampio, comprendendo edifici, palestre, laboratori, spazi comuni e organizzazione delle attività.

La richiesta: controlli che misurino i risultati

A rilanciare il tema, in occasione della 76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro dell'11 ottobre 2026, è il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani. Il coordinamento chiede un rafforzamento delle verifiche e sostiene che non basti limitarsi al rispetto formale degli adempimenti previsti.

Secondo il CNDDU, il punto decisivo è capire se gli interventi messi in campo riescano davvero a rimuovere le criticità in modo stabile. La proposta avanzata è quella di un Protocollo nazionale sperimentale che colleghi ogni rischio segnalato a un'azione precisa, con responsabilità individuate e una successiva verifica dell'efficacia reale.

Tra gli aspetti considerati centrali c'è anche il controllo dei problemi che si ripresentano dopo lavori o interventi già dichiarati conclusi. L'ipotesi è affiancare a questo sistema verifiche tecniche indipendenti a campione, senza creare nuovi passaggi burocratici inutili ma puntando a capire se le soluzioni adottate funzionino davvero nel tempo.

La sperimentazione, nelle intenzioni del coordinamento, dovrebbe coinvolgere Ministero dell'Istruzione e del Merito, INAIL e amministrazioni territoriali. Al ministro Giuseppe Valditara è stata chiesta l'attivazione di un progetto pilota nazionale, con l'obiettivo di rendere più omogenea la gestione dei rischi negli istituti e valutare la sicurezza per i risultati ottenuti, non soltanto per il numero di pratiche chiuse.

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