Sequestro tra Veneto, Lombardia ed Emilia: nove arresti, nel Rodigino una delle fasi più gravi

L’inchiesta della Squadra mobile di Brescia ricostruisce un rapimento a scopo di estorsione: il giovane sarebbe stato picchiato anche in una cascina nel territorio di Rovigo.

30 settembre 2026 13:25
Sequestro tra Veneto, Lombardia ed Emilia: nove arresti, nel Rodigino una delle fasi più gravi -
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Una cascina nel Rodigino compare al centro di una vicenda che, secondo gli investigatori, si è sviluppata tra Veneto, Lombardia ed Emilia con violenze, minacce armate e richieste di denaro. L’indagine coordinata dalla Squadra mobile di Brescia ha portato a nove arresti per un sequestro di persona finalizzato all’estorsione.

Per il Veneto il passaggio più delicato riguarda proprio la permanenza della vittima nel territorio di Rovigo. Qui, in base alla ricostruzione raccolta dagli inquirenti, il giovane sarebbe stato portato con il volto coperto e sottoposto alle prime aggressioni fisiche, mentre i suoi sequestratori cercavano di ottenere tutto il denaro possibile.

La svolta arrivata in un ufficio postale

Il punto di rottura della vicenda è stato individuato a Ghedi, nel Bresciano, dove il 9 gennaio 2026 tre cittadini stranieri sono stati fermati in flagranza. Avevano accompagnato una donna e suo figlio alle Poste con l’obiettivo, secondo l’accusa, di costringerli a ritirare 6mila euro custoditi su un libretto.

La situazione è cambiata quando le vittime sono riuscite a segnalare quanto stava accadendo a un poliziotto fuori servizio e ad alcuni agenti della polizia locale presenti casualmente nell’ufficio. Da quella richiesta di aiuto è partito l’intervento che ha consentito di bloccare i tre uomini.

Il passaggio nel territorio di Rovigo

Gli accertamenti successivi, condotti attraverso telefoni, profili social e intercettazioni, hanno permesso di risalire alle ore precedenti. Il sequestro del ragazzo, sempre secondo l’ipotesi investigativa, era cominciato il pomeriggio dell’8 gennaio.

Il giovane sarebbe stato attirato con un pretesto, poi privato della libertà e trasferito in una cascina della provincia di Rovigo. In quel luogo, stando agli elementi raccolti, sarebbe stato spogliato, colpito e minacciato di morte per costringerlo a consegnare il denaro che aveva a disposizione.

Carte sottratte, bonifico forzato e video usati come pressione

La ricostruzione della polizia parla anche del prelievo delle carte di credito della vittima e dell’imposizione di un bonifico a favore di uno degli indagati. Non solo: le violenze sarebbero state riprese con il telefono e quei filmati sarebbero stati usati come ulteriore leva intimidatoria.

Al ragazzo, infatti, sarebbe stata prospettata la diffusione dei video nel caso in cui non avesse assecondato le richieste economiche avanzate dal gruppo.

Dopo il Veneto, il trasferimento nel Reggiano

La mattina successiva la vittima sarebbe stata spostata in provincia di Reggio Emilia. Anche lì, secondo quanto ricostruito nell’inchiesta, sarebbe rimasta chiusa in una stanza e avrebbe subito altri maltrattamenti.

Nello stesso arco di tempo si è verificato l’episodio alle Poste di Ghedi, quello che ha poi consentito agli investigatori di far emergere l’intera sequenza dei fatti e di allargare il quadro a più persone coinvolte.

Le accuse contestate e il lavoro di più questure

Nel procedimento risultano indagate complessivamente nove persone. Per cinque di loro viene contestato anche il porto illegale di pistole semiautomatiche e munizioni in un luogo aperto al pubblico, senza autorizzazione.

Nel corso degli approfondimenti su un telefono cellulare è emersa inoltre una contestazione ulteriore nei confronti di un altro indagato, legata al possesso di materiale pedopornografico. Le singole posizioni, naturalmente, dovranno essere definite nel percorso giudiziario.

All’operazione hanno collaborato, oltre alla Squadra mobile di Brescia, anche quelle di Caserta, Bergamo, Cremona, Mantova, Reggio Emilia, Rovigo e Vicenza, insieme ai Reparti prevenzione crimine e alle unità cinofile antiesplosivo. Un quadro investigativo ampio, nel quale il territorio rodigino emerge come uno dei luoghi chiave della vicenda.

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