Badia Polesine, coppia denuncia un pestaggio in centro: nel racconto anche un colpo sparato verso l’alto

L’episodio sarebbe avvenuto nella notte vicino a un locale della piazza. Depositate ai carabinieri le accuse di lesioni, minacce e aggressione di gruppo.

29 settembre 2026 09:29
Badia Polesine, coppia denuncia un pestaggio in centro: nel racconto anche un colpo sparato verso l’alto -
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Una denuncia formalizzata ai carabinieri riporta al centro dell’attenzione una notte di tensione a Badia Polesine, dove una donna di 39 anni e il compagno quarantenne sostengono di essere stati aggrediti da un gruppo di giovani nei pressi del bar Campo.

Il fatto, secondo quanto riferito dalla coppia e dal loro legale Federico Donegatti, risale alla notte del 13 settembre, attorno alle 2. Nel racconto consegnato ai militari compaiono percosse, minacce e un ulteriore episodio ancora tutto da verificare: l’esplosione di un presunto colpo in aria con una pistola.

I due, entrambi originari di Badia Polesine, hanno poi fatto ricorso alle cure mediche. L’uomo è stato accompagnato al pronto soccorso, mentre la donna si è presentata successivamente per una visita: le sarebbe stata assegnata una prognosi di sette giorni.

La querela depositata e le richieste della coppia

A rendere nota la vicenda è stato l’avvocato Donegatti, che ha spiegato di aver presentato una denuncia-querela per conto dei suoi assistiti. L’obiettivo, riferisce il legale, è arrivare all’accertamento delle eventuali responsabilità penali delle persone indicate dalla coppia.

Nella versione fornita dal difensore, alcuni dei presenti sarebbero già stati riconosciuti. Lo stesso avvocato ha inoltre annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile qualora la vicenda dovesse approdare in sede penale.

Resta naturalmente da chiarire, attraverso testimonianze e riscontri investigativi, il ruolo dei singoli e la sequenza precisa dei fatti denunciati.

Come sarebbe iniziato il confronto in piazza

La donna, oggi residente a Mira ma ancora molto legata alla cittadina polesana, ha raccontato che tutto sarebbe partito da alcune frasi rivolte al suo cane. A quel punto, sempre secondo la sua ricostruzione, ci sarebbe stata una risposta verbale e la discussione avrebbe preso una piega più pesante in pochi istanti.

La 39enne ha spiegato di ricordare con difficoltà alcuni passaggi, soprattutto quelli successivi alla caduta a terra. Ha anche riferito di aver valutato un supporto psicologico per affrontare le conseguenze dell’episodio.

Nel suo racconto ha inoltre precisato di essere una militante di Forza Nuova, elemento inserito dalla stessa interessata nella ricostruzione complessiva della serata.

La versione dell’aggressione: spinta, schiaffi e calci

Secondo quanto riportato nella querela, dopo i primi scambi verbali la donna sarebbe stata insultata, afferrata al collo, schiaffeggiata e poi spinta contro i tavolini del locale. Una volta finita a terra, sostiene di aver ricevuto colpi alla schiena e al fianco.

Quando il compagno è intervenuto per difenderla, la situazione sarebbe peggiorata ulteriormente. Stando al racconto della coppia, attorno ai due si sarebbe raccolto un gruppo più numeroso, fino ad arrivare a otto o dieci giovani.

Il quarantenne avrebbe quindi subito pugni e calci, anche al volto, e le percosse sarebbero proseguite pure dopo la sua caduta. Si tratta, anche in questo caso, della versione messa nero su bianco nella denuncia e ora al vaglio degli accertamenti.

Il capitolo più delicato: la pistola e il colpo in aria

Uno dei passaggi più gravi contenuti nella denuncia riguarda ciò che sarebbe successo dopo una prima interruzione della lite. La donna racconta di aver preso il telefono per chiamare il 112 e che, vedendo il gesto, parte del gruppo si sarebbe allontanata.

Pochi minuti dopo, però, alcuni giovani sarebbero tornati nella zona del bar. Qui, secondo la ricostruzione del legale, uno di loro avrebbe mostrato un’arma apparentemente simile a una pistola, battendola su un tavolino e continuando con frasi offensive e provocazioni rivolte alla coppia.

Subito dopo sarebbe stato esploso un colpo verso l’alto. Su questo punto resta però un nodo decisivo: non è ancora stabilito se si trattasse di un’arma vera, di una pistola a salve oppure di un altro dispositivo. Saranno gli approfondimenti investigativi a chiarire anche questo aspetto.

Una vicenda che scuote la comunità locale

La donna ha raccontato di essere rimasta particolarmente colpita dal fatto che l’episodio sia avvenuto proprio a Badia Polesine, città alla quale dice di sentirsi ancora profondamente legata. Dopo quanto accaduto, ha spiegato di aver rimesso in discussione anche l’idea di tornare a vivere stabilmente in paese.

Ha inoltre chiesto che la sua identità non venga resa pubblica, spiegando di sentirsi ancora scossa e preoccupata anche per i familiari che risiedono in zona. La vicenda, così come denunciata, resta ora affidata agli elementi che potranno essere raccolti per verificare responsabilità, contesto e contorni di una notte che ha lasciato due persone ferite e molte domande aperte.

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