Scontro in laguna, il racconto del conducente del taxi acqueo: «Ho percepito l’urto, la donna non l’ho vista»
Nel fascicolo per omicidio nautico entrano le dichiarazioni del 38enne veneziano. Restano da chiarire visibilità, rotta delle barche e posizione di Gabriella.
La ricostruzione del tassista finito sotto indagine aggiunge un nuovo tassello al grave incidente avvenuto all’alba nella laguna veneziana, dove ha perso la vita Sean Michieli mentre la moglie Gabriella Querino risulta ancora dispersa. Il conducente del taxi acqueo, un veneziano di 38 anni, sostiene di non essersi accorto del barchino prima dell’impatto.
Nelle dichiarazioni riportate nelle ultime ore, l’uomo riferisce di aver avvertito soltanto il colpo e di essersi fermato subito dopo. Dice di aver visto Sean ferito sull’imbarcazione colpita, ma non Gabriella, particolare che resta centrale per ricostruire quanto accaduto in quei momenti.
La versione fornita agli investigatori
Il 38enne è indagato per omicidio nautico. La sua testimonianza dovrà ora essere confrontata con rilievi, danni alle imbarcazioni e accertamenti tecnici, così da verificare se il quadro descritto coincida con gli elementi raccolti dagli inquirenti.
Secondo il suo racconto, il piccolo natante su cui viaggiava la coppia avrebbe attraversato la rotta del taxi acqueo in modo improvviso, quando ormai non ci sarebbe stato più spazio per evitare lo scontro.
La corsa del mattino verso l’aeroporto
Il viaggio era diretto allo scalo di Venezia e, sempre stando a quanto riferito dal conducente, si trattava del primo servizio della giornata. Il tassista stava inoltre lavorando al posto di un collega, utilizzando barca e licenza intestate a quest’ultimo.
L’incidente è avvenuto poco dopo le cinque, nella zona successiva a Tessera. Anche questo dettaglio pesa nella valutazione complessiva, perché porta l’attenzione sulle condizioni di luce presenti in laguna in quella fascia oraria.
I punti da chiarire: luci, traiettorie e danni
Uno dei nodi riguarda proprio la visibilità. Il conducente afferma di non aver distinto né la sagoma del barchino né eventuali segnali luminosi, mentre sostiene che il proprio mezzo fosse regolarmente illuminato.
Tra gli aspetti al vaglio c’è anche la posizione dell’urto. La parte anteriore del taxi cabinato avrebbe colpito il cofano nella zona posteriore sinistra, danneggiando in modo serio la fiancata sul lato di babordo, vicino all’area di guida.
La lettura di questi segni potrebbe aiutare a capire l’assetto delle due barche nell’istante decisivo e a verificare l’ipotesi di una manovra tentata all’ultimo dal natante più piccolo. Al momento, però, si tratta di elementi ancora da consolidare con gli accertamenti tecnici.
Dopo l’impatto la chiamata di emergenza
Nel suo racconto, il tassista spiega di aver spento il motore subito dopo lo schianto e di essersi affacciato per controllare la situazione. Avrebbe visto il barchino già in difficoltà, con acqua a bordo, e Sean riverso sullo scafo.
Da lì sarebbe partita la richiesta di aiuto alla centrale. I passeggeri presenti sul taxi, secondo questa versione, sarebbero poi stati affidati a un altro collega di passaggio, mentre i sanitari si sono occupati del giovane ferito, trasferito in ospedale in condizioni disperate fino alla successiva dichiarazione di morte cerebrale.
La posizione di Gabriella e gli esami disposti
Il punto più drammatico resta quello della donna scomparsa. Il conducente ribadisce di non averla mai individuata dopo l’urto, circostanza che lascia aperti diversi scenari sulla sua posizione al momento della collisione e su quanto possa essere successo subito dopo.
Parallelamente all’inchiesta, proseguono le verifiche disposte dagli investigatori. Sul tassista sono stati ordinati esami tossicologici; controlli analoghi riguardano anche Sean Michieli, mentre sul corpo del giovane è stata prevista l’autopsia.
Il 38enne è assistito dagli avvocati Stefania Pattarello, Augusto Palese e Jacopo Molina. Saranno gli approfondimenti tecnici e medico-legali a definire con maggiore precisione responsabilità, tempi e modalità dello scontro che ha segnato ancora una volta la laguna veneziana.