Sciopero a Marghera: 70 lavoratori degli appalti della bioraffineria chiedono chiarezza a Eni

I dipendenti delle ditte esterne protestano per la scadenza del contratto meccanico senza indicazioni sul futuro; in vista possibili iniziative con il prefetto

24 aprile 2026 09:57
Sciopero a Marghera: 70 lavoratori degli appalti della bioraffineria chiedono chiarezza a Eni -
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A Marghera è tornata la tensione alla bioraffineria: questa mattina circa 70 addetti impiegati nelle ditte appaltatrici Welding Duebi, Marcato e Alessandrin hanno osservato uno sciopero di due ore per manifestare contro la mancanza di risposte da parte di Eni riguardo al destino del contratto del settore meccanico, in scadenza tra poche settimane.

La situazione di incertezza pesa notevolmente sui lavoratori coinvolti, che non hanno ancora ricevuto indicazioni precise su come proseguirà la loro attività e se potranno continuare a operare nello stabilimento dal mese di maggio in poi.

Un fermo per chiedere un confronto urgente

La Fiom ha sottolineato come la scelta dello sciopero sia stata ponderata, nonostante le ripercussioni economiche per i dipendenti. L’astensione dal lavoro rappresenta una protesta contro quella che viene definita una gestione opaca e mina la serenità dei lavoratori, aggravando una situazione già precaria. In particolare, il sindacato critica il silenzio di Eni, considerando inaccettabile l’atteggiamento considerando il ruolo pubblico del gruppo.

Michele Valentini, segretario generale della Fiom metropolitana di Venezia, ha ricordato le difficoltà delle famiglie coinvolte e ha denunciato il sistema degli appalti affidati al massimo ribasso, che rischia di penalizzare i lavoratori sotto il profilo economico e occupazionale.

Possibili sviluppi e dialogo con le istituzioni

La Fiom ha annunciato che se non arriveranno segnali positivi nei prossimi giorni, saranno valutate ulteriori mobilitazioni. Una delle opzioni sul tavolo è la richiesta di un incontro con il prefetto di Venezia, al fine di portare la vertenza su un piano istituzionale più ampio e affrontare le questioni che vanno oltre la semplice questione occupazionale.

Sicurezza e impatti sul territorio

Oltre all’aspetto lavorativo, i sindacati evidenziano come la stabilità e la continuità del personale siano elementi fondamentali anche per la sicurezza degli impianti. In un contesto delicato come quello della bioraffineria, garantire condizioni di lavoro stabili è essenziale per tutelare sia gli addetti che la comunità circostante.

Con questa mobilitazione, il tema della scadenza dell’appalto meccanico torna ad accendere i riflettori sulla necessità di un dialogo immediato tra Eni, i sindacati e le istituzioni, per evitare che l’incertezza diventi uno stato permanente per i lavoratori e l’intero territorio.

La situazione a Marghera resta quindi in evoluzione, con i sindacati pronti a intensificare la pressione affinché si trovino soluzioni concrete che tutelino sia l’occupazione che la sicurezza dello stabilimento.

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