Schio, incontri online usati come esca per rapine: due arresti dopo tre assalti
L’indagine dei Carabinieri nel Vicentino ricostruisce tre episodi avvenuti tra settembre e novembre: nel mirino uomini contattati tramite una piattaforma di incontri.
Tre appuntamenti fissati online, tre aggressioni ricostruite dai Carabinieri nel territorio di Schio e due giovani finiti in arresto. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Vicenza, riguarda una serie di rapine che secondo gli investigatori sarebbero state preparate partendo da contatti avviati su una chat di incontri.
Gli indagati principali sono due italiani di 19 e 21 anni, residenti nell’area scledense. Per un terzo soggetto è invece scattata una denuncia, legata a uno solo degli episodi contestati. Le persone prese di mira sono uomini tra i 40 e i 64 anni, convinti di raggiungere un incontro privato e invece finiti davanti a un gruppo pronto a colpirli e a portare via denaro.
Il meccanismo ricostruito dagli investigatori
Secondo quanto emerso, il contatto iniziale sarebbe avvenuto attraverso un profilo attivo su una piattaforma per conoscere nuove persone. Dopo lo scambio di messaggi, venivano fissati luogo e orario. A quel punto, però, all’appuntamento non si presentava la persona attesa.
Ad aspettare le vittime ci sarebbero stati più soggetti con il volto nascosto. L’accusa sostiene che il gruppo seguisse uno schema ripetuto, con ruoli coordinati e comunicazioni in tempo reale per segnalare arrivi e movimenti.
Tre episodi tra autunno e inizio novembre
Il primo caso ricostruito risale a settembre e riguarda un uomo di 43 anni. Dopo essere arrivato nel punto concordato, sarebbe stato aggredito e derubato, riportando anche lesioni.
Più grave, per modalità e conseguenze, il secondo episodio contestato, collocato all’inizio di novembre. La vittima, un quarantenne, sarebbe stata bloccata nella propria auto e costretta a raggiungere uno sportello automatico per ritirare contanti. Solo dopo il prelievo, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stata lasciata libera.
La notte seguente sarebbe avvenuto il terzo assalto. Nel mirino un uomo di 64 anni che, al rifiuto di consegnare il denaro, sarebbe stato colpito con violenza fino a perdere conoscenza.
Telecamere e telefoni al centro dell’inchiesta
Un passaggio decisivo dell’indagine è arrivato dal lavoro sulle immagini di videosorveglianza raccolte nelle aree interessate. I filmati hanno consentito di seguire gli spostamenti, verificare presenze e incrociare gli elementi forniti dalle persone offese.
A questo si sono aggiunti gli accertamenti tecnici sui cellulari sequestrati. Proprio dai dispositivi, sempre secondo gli investigatori, sarebbero emerse conversazioni utili a delineare l’organizzazione degli incontri-trappola e a collegare i sospettati ai fatti avvenuti a Schio.
La posizione degli indagati
Gli elementi raccolti sono stati trasmessi alla Procura di Vicenza, che ha coordinato gli approfondimenti e le misure cautelari. Da qui l’arresto dei due giovani considerati coinvolti nella sequenza di rapine violente e la denuncia di una terza persona per un singolo episodio.
Il procedimento è ora nella fase giudiziaria. Le contestazioni dovranno essere verificate nelle sedi competenti e la responsabilità degli indagati potrà essere accertata solo con una decisione definitiva.