Sanità di territorio, dieci nuovi infermieri formati tra Portogruaro e l’Ateneo di Padova
Concluso il master dedicato alla figura dell’infermiere di famiglia e comunità: nell’ULSS4 il servizio cresce tra ambulatori, Case della Comunità e visite a domicilio.
La sanità territoriale del Veneto Orientale aggiunge nuove competenze in un ambito considerato sempre più centrale: quello dell’assistenza di prossimità. A Portogruaro si è chiuso il Master di primo livello per Infermiere di Famiglia o Comunità, percorso realizzato insieme all’Università di Padova e portato a termine da dieci professionisti, diversi dei quali in servizio nell’ULSS4.
La consegna degli attestati segna un passaggio che va oltre il solo traguardo formativo. L’obiettivo è rafforzare una figura chiamata a lavorare accanto ai cittadini nei contesti quotidiani, dalle Case della Comunità agli interventi al domicilio, con un’attenzione particolare alle fragilità e alla gestione dei bisogni assistenziali più frequenti.
Un modello che punta sulla vicinanza ai cittadini
L’infermiere di famiglia o di comunità opera nell’area delle cure primarie e della sanità pubblica con un ruolo che unisce assistenza, prevenzione e orientamento. Non interviene soltanto quando emerge un problema di salute, ma contribuisce anche all’educazione sanitaria, all’individuazione precoce delle situazioni delicate e al supporto delle persone con patologie croniche non complesse.
Si tratta di una funzione che lavora in collegamento con gli altri professionisti sanitari e con i servizi sociali, favorendo percorsi più coordinati. In questa prospettiva, la presenza di personale con una preparazione specifica diventa uno degli strumenti su cui costruire una rete più accessibile per famiglie e pazienti.
I dati del servizio nell’ULSS4
Nel Veneto Orientale il servizio è già attivo in modo strutturato, con sedi e ambulatori distribuiti nel territorio, in particolare nelle Case della Comunità. I numeri diffusi dall’azienda sanitaria danno la misura dell’attività svolta nei primi sei mesi del 2026.
Al 30 giugno gli assistiti presi in carico risultano 505. Nello stesso periodo sono stati registrati 1.093 accessi ambulatoriali e 758 interventi a domicilio effettuati dagli infermieri tra gennaio e giugno. Un quadro che indica come questa presenza sia già parte concreta dell’organizzazione sanitaria locale.
Le valutazioni dei vertici aziendali
Per il direttore generale dell’ULSS4 Carlo Bramezza, l’investimento nella formazione specialistica di questa figura rappresenta un passaggio decisivo per il futuro dell’assistenza sul territorio. Bramezza sottolinea che l’attività registrata conferma un bisogno reale di salute e prossimità, reso evidente dalla diffusione del servizio e dalla sua integrazione crescente nelle Case della Comunità e negli interventi domiciliari.
Nelle sue parole, continuare a formare e inserire personale qualificato significa poter assicurare risposte rapide, continuità nelle cure e un raccordo più efficace tra area sanitaria e sociale all’interno del Veneto Orientale.
Sulla stessa linea anche Simona Della Bianca, direttore della UOC Professioni Sanitarie, che richiama l’importanza di competenze infermieristiche sempre più orientate a modelli proattivi e di comunità. La collaborazione con l’Università di Padova, evidenzia, consente di mettere a disposizione professionisti preparati nella valutazione dei bisogni, nella prevenzione e nell’accompagnamento dei percorsi assistenziali, offrendo ai cittadini un riferimento più chiaro dentro la rete dei servizi.