Quinto di Treviso, il 25 aprile si sposta in centro: celebrazione in Piazza Roma
Per la prima volta la ricorrenza della Liberazione è stata ospitata nel cuore del paese, dove è stato presentato anche un monumento provvisorio ai partigiani.
Per la prima volta il 25 aprile di Quinto di Treviso è stato celebrato in Piazza Roma, portando la commemorazione della Liberazione nel centro del paese. La scelta segna un cambiamento rispetto agli anni precedenti e ha riunito istituzioni, associazioni e cittadini in uno spazio più accessibile e visibile per la comunità.
Alla mattinata hanno preso parte l’amministrazione comunale, rappresentanti della Città di Treviso, il Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze, le associazioni combattentistiche e d’arma, la parrocchia, il volontariato locale e numerosi residenti. Un appuntamento costruito attorno al ricordo dei caduti della Resistenza e al valore pubblico della memoria.
La scelta di Piazza Roma
Il programma si è sviluppato in tre momenti principali: l’onore ai Caduti con l’alzabandiera, la deposizione della corona d’alloro e la presentazione del nuovo monumento dedicato alla Liberazione, collocato per ora in forma provvisoria proprio in piazza. A condurre la cerimonia è stato il cerimoniere comunale Samuele Basso, con l’accompagnamento del Coro Voci del Sile.
Fino a oggi le celebrazioni si erano svolte in prossimità del Cippo al Partigiano lungo la Noalese. Il trasferimento nel cuore del paese è stato deciso per consentire lo svolgimento dell’evento in maggiore sicurezza, evitando un’area esposta al traffico intenso, senza però perdere il legame simbolico con la storia locale.
I partigiani ricordati sul monumento
Il monumento provvisorio richiama il cippo storico e ne riprende i nomi: Carlo Bortolato, Vito Rapisardi, Bruno Chiarello, Francesco Calamarino, Bruno Guolo, Ottorino Alessandrini, Luigi Mazzucco, Rino De Vecchi ed Emilio Schreiber. Si tratta dei combattenti della brigata “Goffredo Mameli” del Gruppo Brigate Giustizia e Libertà di Trevisi, uccisi dai nazifascisti il 29 aprile 1945.
Accanto a questi, il ricordo è stato esteso anche ad altre figure legate alla storia del territorio nel periodo della Liberazione: Gino Comiotto e Antonio Pinna, uccisi il 1 settembre 1944, e Marco Graziati, morto il 24 aprile 1945. Un’integrazione che allarga lo sguardo sulla memoria civile di Quinto di Treviso e sulle ferite lasciate dalla guerra.
Il progetto del monumento permanente
Durante la cerimonia è stato richiamato anche il percorso avviato per arrivare alla realizzazione del monumento definitivo, previsto entro l’anno. L’opera sarà in pietra rosa, scelta per armonizzarsi con i colori della piazza, e nasce da una richiesta avanzata da ANPI Quinto di Treviso e accolta dall’amministrazione comunale.
La nuova collocazione della commemorazione punta così a rendere ancora più centrale, anche dal punto di vista urbano, il momento dedicato alla Liberazione. Portare la cerimonia in piazza significa infatti inserire il ricordo in uno spazio quotidiano del paese, dove la memoria può essere condivisa in modo più diretto da tutta la comunità.
Al termine della mattinata una parte delle delegazioni ha raggiunto anche il Cippo del Partigiano storico lungo la strada regionale 515 Noalese, per deporre un ulteriore omaggio ai caduti. Un doppio momento di raccoglimento che ha unito il nuovo spazio della celebrazione al luogo che per anni ha custodito questa ricorrenza a Quinto di Treviso.