Punto nascita di Portogruaro, dal 1° novembre stop ai parti: sindaci e cittadini preparano la protesta

La Regione ha fissato la data della sospensione. Il territorio chiede una nuova valutazione, mentre il 9 ottobre è previsto un presidio davanti all’ospedale.

04 ottobre 2026 15:40
Punto nascita di Portogruaro, dal 1° novembre stop ai parti: sindaci e cittadini preparano la protesta -
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La data adesso c’è e per il Veneto orientale il tema non è più soltanto politico, ma organizzativo e concreto per centinaia di famiglie. Dal 1° novembre 2026 all’ospedale di Portogruaro non sarà più possibile partorire: la funzione nascita viene sospesa e l’Ulss 4 dovrà completare entro fine ottobre il passaggio al nuovo assetto previsto dalla Regione.

La decisione riaccende uno scontro che nel territorio non si è mai spento. Da una parte il percorso di riorganizzazione sanitaria già avviato da Venezia, dall’altra i Comuni del Mandamento che chiedono di fermarsi, rivalutare il quadro e concedere più tempo prima di chiudere definitivamente il servizio.

Per le future mamme del Portogruarese questo significa dover capire con precisione quali saranno le strutture di riferimento, come verranno gestiti i trasferimenti e quali attività resteranno comunque disponibili in città lungo il percorso della gravidanza e dopo il parto.

Il decreto regionale rende operativo il cambiamento

Il provvedimento è datato 28 settembre ed è firmato dal direttore generale dell’Area Sanità e Sociale della Regione Veneto, Giancarlo Ruscitti. Il testo stabilisce che dall’inizio di novembre venga interrotta l’attività dei parti nel Punto nascita di Portogruaro.

Prima di quella scadenza, entro il 31 ottobre, l’Ulss 4 Veneto Orientale dovrà predisporre tutti gli aspetti necessari alla riconversione: organizzazione interna, profili professionali, procedure clinico-assistenziali, logistica e comunicazione verso operatori, famiglie e istituzioni.

Il decreto dà attuazione alla deliberazione regionale n. 453 del 28 maggio 2026, arrivata dopo il parere negativo alla deroga espresso dal Comitato Percorso Nascita nazionale per diverse strutture venete, tra cui Portogruaro.

La linea dei Comuni: ricorso al Tar e richiesta di audizione

Il sindaco Luigi Toffolo ha confermato la contrarietà dell’amministrazione comunale e degli altri sindaci dell’area. La strada del contenzioso amministrativo non è ancora stata formalizzata, ma è tra le opzioni sul tavolo.

«In relazione al Decreto Regionale del 28 settembre scorso, stiamo valutando di fare ricorso al Tar», ha dichiarato il primo cittadino. Accanto a questa ipotesi resta aperto anche il canale istituzionale, con la richiesta di un’audizione in Commissione regionale.

La posizione del territorio, ribadita da mesi, non contesta il tema della sicurezza di madri e neonati, ma domanda di conoscere nel dettaglio le ragioni che hanno portato allo stop e se eventuali criticità possano essere superate con interventi mirati.

Gli undici sindaci chiedono un altro anno

La richiesta condivisa dagli amministratori del Mandamento punta a ottenere dodici mesi in più. Nella lettera inviata al presidente della Regione Veneto Alberto Stefani e al ministro della Salute Orazio Schillaci viene chiesta una proroga che consenta di aggiornare il monitoraggio e arrivare a una nuova valutazione.

Tra gli argomenti portati dai sindaci ci sono le caratteristiche del bacino servito: un’area ampia, con bassa densità abitativa, flussi stagionali legati al turismo e una posizione di confine che rende il Portogruarese un territorio particolare anche dal punto di vista sanitario.

Nel ragionamento dei Comuni pesa anche la vicinanza con il Friuli Venezia Giulia, perché una parte delle donne potrebbe orientarsi verso ospedali del Pordenonese invece che verso altre strutture venete.

Sotto quota 500 parti, ma con numeri in crescita

Uno dei nodi del confronto resta la soglia dei 500 parti all’anno, parametro di riferimento nazionale per i punti nascita. Portogruaro è rimasto al di sotto di quel limite, che però non è l’unico elemento considerato nelle valutazioni: contano anche dotazioni, personale disponibile e capacità di affrontare le emergenze.

Gli amministratori locali richiamano però un dato che ritengono significativo: tra il 2021 e il 2025 i nati sono aumentati di 87 unità. Un incremento che non basta, da solo, a modificare gli standard richiesti, ma che per il territorio rappresenta un segnale da non trascurare in una fase di generale calo delle nascite.

È proprio su questo punto che i sindaci insistono: il dato numerico, sostengono, andrebbe letto insieme all’accessibilità del servizio e alle caratteristiche geografiche dell’area servita.

Cosa resterà a Portogruaro dopo la sospensione

La riorganizzazione riguarda la funzione parto, non l’intero percorso nascita. Il modello indicato dalla Regione prevede infatti il mantenimento e il potenziamento dell’assistenza nella fase preconcezionale, durante la gravidanza e nel post-partum.

Tra i servizi indicati ci sono presenza ostetrica sul territorio, supporto telefonico, counselling, sostegno all’allattamento, prevenzione ginecologica, riabilitazione del pavimento pelvico, accompagnamento alla genitorialità, telemedicina e trasporto assistito materno e neonatale.

Per le famiglie il passaggio decisivo sarà capire in modo semplice e tempestivo come funzionerà questo nuovo assetto: quali prestazioni resteranno disponibili in ospedale, a chi rivolgersi e quali saranno le strutture di riferimento per il parto.

Il nodo del personale e la mobilitazione del 9 ottobre

La riconversione coinvolge anche chi nel reparto lavora. Già nei mesi scorsi Uil Fp, Fials e Nursing Up avevano chiesto chiarimenti sulle destinazioni di ostetriche, infermieri e operatori di supporto, oltre a un piano definito per la ricollocazione del personale.

Alla tensione sindacale si aggiunge quella politica. Le opposizioni in consiglio comunale, con Sara Moretto, Cristian Camillo e Luigi Geronazzo, contestano al sindaco tempi e modalità con cui è stata comunicata la portata del decreto regionale.

Intanto la prossima tappa pubblica è già fissata: venerdì 9 ottobre alle 10, davanti all’ospedale di Portogruaro, con il presidio promosso dal comitato “I fiocchi sopra le gru”. Gli amministratori hanno annunciato la loro presenza. Sarà il primo momento visibile di una partita che, nel Veneto orientale, resta ancora apertissima nonostante la data già scritta nel decreto.

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